XIV.

Allogazione a Michelangelo della figura di marmo d'un Cristo risorto per la chiesa della Minerva di Roma.

Addì 14 di gugnio 1514.

Sia noto e manifesto a chi legerà la presente scritta, come messere Bernardo Cencio canonico di San Piero e maestro Mario Scappucci e Metello Vari ànno dato a fare a Michelagniolo di Lodovico Simoni scultore una figura di marmo d'un Cristo grande quanto el naturale, ignudo, ritto, con una croce in braccio, in quell'attitudine che parrà al detto Michelagniolo, per prezo di ducati dugento d'oro di Camera, a pagarli in questo modo, cioè: al presente ducati cento cinquanta d'oro di Camera, e 'l restante, che sono ducati cinquanta simili, el detto maestro Mario e Metello delli Vari promettono pagarli alla fine del lavoro, inanzi ch'el detto Michelangniolo metta in opera detta figura; la quale promette metterla in opera nella Minerva in quel luogo parrà a' sopradetti; e solo a sue spese n'à fare una gocciola dove posi detta figura; e ogni altro adornamento v'andassi, s'intende che li sopra detti messer Bernardo e maestro Mario l'abino a fare a loro spese. La quale figura el detto Michelagniolo promette farla in termine di 4 anni prossimi da venire, quel più o manco che li paressi; intendendosi però che non passi quatro anni.

E per fede della verità io Giovanni Nenti a preghiera de' sopradetti parti (sic) ò fatto la presente scritta di mia propria mano, la quale sarà soscritta di ciascuna delle parti; e delle simile scritte se n'è fatte dua, una ne terrà el sopradetto maestro Bernardo e maestro Mario, e l'altro el detto Michelagniolo.

Io Michelagniolo Simoni sopra detto son contento e prometto oservare quanto si contiene nella presente scritta, e per fede mi sono soscritto questo dì quattordici di gugnio.

Io Metello Vari prometto pagare ducati vinticinque d'oro ad maestro Michelagniolo, come di sopra si contene, finita ditta opera, per la parte mia.

Io Pietro Pavolo Castellano prometto pacare quanto di sopra è promesso per maestro Mario Scapuccio in mio nome allo predetto maestro Michelagniolo, cioè ducati vinti cinque d'oro, per la parte mia, finita l'opera: et affede del vero ho sottoscrita la presente di mia mano.

(Fuori di mano di Luigi del Riccio.)

✠ 1514. Scritta del Cristo della Minerva da Metello Vari.

(E di mano più antica.)

Scritta d'una figura a fare per Michelangelo Bonarrotti.

Io Pietro Pavolo Castellano mano propria.

Noi Giovanni Balducci e compagni abiamo auto da Metello Vari pel detto Michelagniolo ducati cento cinquanta a iuli X per ducato, de li quali abiamo a seguire la volontà del detto Michelagniolo e suo ordine, ogni volta che abbia fatto detta figura senza alcuna eccezione, ch'ora per la detta scritta si mostra.

Io Michelagniolo di Lodovico di Buonarroto Simoni confesso avere ricevuto oggi questo dì da' Balducci di Roma, cioè da Bonifazio Fazi, per le mani di Zanobi del Bianco, in Firenze, ducati cento cinquanta d'oro di Camera, e' quali ducati messer Metello Vari, cittadino romano, con altri sua compagni dipositorno nel detto banco de' Balducci in Roma a mia stanza, cioè che e' ne facessi el mio piacimento per prencipio di pagamento d'una figura di marmo ch'e' mi dettono a fare, come apariscie per una scritta ch'è tra noi.

Archivio Notarile di Massa. Seravezza, 18 di maggio 1515.