XL.

Alessandro Bertini da Settignano s'obbliga con Michelangelo di cavargli colonne e stipiti di marmo per scontare un suo debito.

Die XXij maii 1518.

Sia noto a qualunque persona, come avendo Michelangelo di Lodovico Buonarroti, scultore fiorentino, prestato addì 18 di detto ducati cento d'oro in oro larghi a maestro Alexandro di Giovanni di Bertino, scarpellino da Settignano; quali ducati cento d'oro in oro furono cónti et numerati a detto maestro Alexandro per lui in Firenze da Buonarroto suo fratello, come ne appare contracto rogo per mano di ser Buonaventura, cancelliere della Mercatantia di Firenze; et volendo detto maestro Alexandro satisfare de' detti 100 ducati d'oro in oro al detto Michelangelo Buonarroti; convennono questo dì sopradetto insieme, cioè che el sopradetto maestro Alexandro sia in pagamento di essi flor. 100 d'oro in oro tenuto a dare fra quattro mesi da oggi tanti marmi da doversi trarre et cavare nel comune della Cappella, vicinanza di Pietra Santa, luogo detto Finocchiaia, alle misure che saranno qui di sotto, bozati, con prezi et belleza et bontà, come di sotto si dirà; con questo inteso, che detto maestro Alexandro non si debba mettere a cavare in luogo che impedisca et dia noia a maestro Michele di Piero di Pippo da Settignano, il quale cava in detto luogo. Et in caso che in fra e' detti quattro mesi proximi a venire, detto maestro Alexandro non avessi cavato tanti marmi alle misure che si dirà, et postogli al caricatoio, che montino et ascendino alla somma di ducati 100 d'oro in oro; allora et in tal caso detto maestro Alexandro sia tenuto rendere al detto Michelangelo li sopradetti ducati 100 d'oro in oro.

Le misure de' detti marmi sono queste:

Colonne di braccia undici alla misura fiorentina, di lungheza et di grosseza di braccia uno et duo terzi da piè et braccio uno et mezo da capo.

Stipiti di porta di lungheza di braccia dieci et uno quarto et largheza di uno braccio et uno 4º et di grosseza uno braccio, e quel più che dirà maestro Donato Benti fiorentino: altri marmi alle misure che dirà detto maestro Donato. Et tutti detti marmi sieno bianchi et netti di peli et d'ogni altra macula, et de' più belli del luogo.

E' prezi convenuti fra loro de' sopra detti marmi sono questi: cioè per ciascuna delle dette colonne, ducati trenta d'oro in oro larghi; per ciascuno stipite, ducati venti d'oro larghi; di ogni altro marmo da cinque carrate in su e per insino in cinque carrate, ducati uno per carrata; de' pezi di sei carate l'uno insino a x carate, lire dodici piccioli. E io ser Pierangelo di maestro Francesco di Nicola da Barga, al presente cancellieri del Commissario di Pietrasanta, non come persona pubblica, ma privata, di consentimento et voluntà et presentia delle dette parti ò scripta questa di mia propria mano, anno, dì et mese soprascripti, in presentia di ser Piero di maestro Matteo Gherardi da Pietrasanta, et maestro Donato Benti, testimoni chiamati dalle parti, e' quali di sotto insieme con tutte le dette parti di loro propria mano si sottoscriveranno.

Io maestro Alessandro sopra ditto sono contento e mi obrigo a quanto di sopra è detto, e per fede di ciò detto dì, mese e anno mi sono sottoscritto di mia propria mano, presente messer Pier Gerardi da Pietrasanta, e maestro Donato Benti, e' quali si sotto scrierano di loro propria mano.

Io Michelagniolo sopra detto sono contento a quanto di sopra si contiene, e in fede di ciò mi sono sottoscritto di mia propria mano questo dì sopraditto in presenzia de' sopra nominati.

Ego Petrus Gerardus de Petra Santa legum doctor, omnibus suprascriptis interfui et presens fui et ut testis, ut supra, de voluntate suprascriptorum partium me hic propria manu subscripsi, die, mense et anno suprascriptis.

Io Donato di Batista Benti fiorentino fui presente e testimonio a quanto in questa iscritta di sopra si contiene, e per fè di ciò mi so' sottoscritto di mia propria mano col detto messer Piero.

Archivio de' Contratti di Firenze. Pietrasanta, 1 di giugno 1518.