XLIV.

Alcuni scarpellini Carraresi si obbligano con Michelangelo di cavargli marmi.[606]

In nomine Domini, Amen. Iacopo di Thomeo de Casa Pulcia, habitatore a Torano, villa di Carrara; Antonio, alias decto Leone, di Iacopo Puliga de Puliga, habitatore a Torano; et Francesco, decto Bello, già di Iacopo Vannelli de Torano soprascripto, maestri cavatori et disbozatori di marmi qui presenti, promectano et convengano allo egregio omo maestro Michelangelo, scultore benemerito, di Lodovicho Bonarotti, citadino fiorentino, presente, di fare, isbozare, cavare, dare et consignare a decto maestro Michelangelo pezi octo di marmo carrarese, cioè della cava appellata — la cava dello Leone di Carrara; la quale cava est (sic) del soprascripto Antonio; la quale ha, come dice, pro indiviso cum Iacopo di Guido, appellato sopranome Quindecim, de Torano soprascripto: cioè pezi quatro di marmo seu marmorei, alti l'uno braccia cinque, larghi braccia uno et uno quarto de uno altro braccio, grossi braccio uno et mezo, per qualunque de' decti pezi quatro di marmo: per pregio di ducati trenta due d'oro in oro larghi per qualunque pezo.

Item altri quatro pezi di marmo, per alteza braccia quatro et mezo, larghi braccia uno et mezo, grossi braccio uno et uno quarto di braccio per qualunque de' decti pezi quattro d'essi marmi, ad ragione di ducati quindecim d'oro in oro larghi per qualunque pezo d'essi marmi. E quali marmi sopra expressi debbino essere di bona biancheza, qualità, e senza peli, vene et vivi o altre machule, et siano simili ad altri dua pezi di carrate septe già avuti da decto Antonio, detto Leone, et Iacopo Quindecim suo compagno dalla soprascritta cava, quale dicesi la cava del Polvaccio allo dirimpetto della cava del Mancino, ad ragione di ducati trenta duo d'oro in oro larghi lo magiore, et lo minore ad ragione di ducati quindecim larghi d'oro in oro per qualunque d'essi marmi. Li quali marmi e lavoro d'essi marmi — promectono — a decto maestro Michelangelo scultore, presente — dargli et consignarli per di qui a mezo lo mese di luglio proximo ad venire, cioè pezi dua delli grandi, et dua pezi delli picholi a decto tempo posti in barcha, et quelli in barcha consignarli ad ogni spesa, danno, pericolo et interesse de' soprascripti maestri compagni cavatori.

Item li altri quatro, cioè pezi dua delli grandi et pezi dua delli picholi d'essi marmi, essendo d'essa conditione — per di qui per tutto lo mese d'octobre proximo. — Circa questo pacto — a' soprascripti maestri cavatori et disbozzatori sia licito — possere cavare et disbozare in detta cava del soprascripto Iacopo, posta in territorio di Carrara loco decto allo Polvaccio, che è confine con la cava del Leone, e Iacopo decto Quindecim, pure siano de quella qualità, boneza, belleza, senza vene et peli, sono et erano quelli dua pezi di marmi (che) già esso maestro Michelangelo (ha) havuti dallo soprascripto Antonio decto Leone. — Et per parte di pagamento d'essi marmi lo soprascripto maestro Michele Angelo a' soprascripti Iacopo, Antonio et Francesco — dà, paga et numera, ducati venti uno d'oro in oro larghi, computati in quelli, ducati dua d'oro in oro larghi già havuti — da esso maestro Michelangelo, li quali ducati decenove — ch'è lo resto d'essi ducati venti uno, dicto maestro Michelangelo — dà et paga: — et ducati trenta d'oro in oro larghi per di qui a mezo lo mese di magio proximo ad venire presente anno 1519, quando decti pezi d'essi marmi seranno cavati, disbozati per detti cavatori et disbozatori a decto tempo — et lo resto della valuta et monta d'essi quatro pezi d'essi marmi sempre e quando saranno posti in barcha et consignati — et così si debbi intendere dovere seguire lo pagamento delli altri quatro pezi d'essi marmi.

Actum Petresancte in apotecha heredum olim Luce de Panicis de Petrasancta, anno Domini nostri 1519, indictione vij, die vero xiij aprilis, coram et presentibus venerabilibus viris magistro Iohanne olim magistri Mathei Guasparis, presbitero Stephano olim Iacobi magistri Iannini, et egregio viro artium et medicine doctore magistro Ludovicho magistri Opizi de Petrasancta, testibus etc.

Et ego Ioannes quondam Pauli Badisse de Petrasancta — notarius — rogatus fui — et — subscripsi.

Archivio Comunale di Carrara. Carrara, 30 d'aprile 1519.