XLVII.
Buonarroto di Lodovico Bonarroti in Firenze.
Sappi Bonarroto, come i' ò dati qua dua ducati a Baldassarre[55] che te gli facci dare costà da Francesco Strozi: sichè, come tu ài la lettera, va' e tròvalo, e lui te gli darà. Attendi a 'mparare, come io ti dissi.[56] Raguaglia Lodovico, come io ti dissi, e così consiglio. Non altro. Idio t'aiuti.
Michelagniolo in Roma.
Museo Britannico. Di Bologna, 19 di dicembre (1506).
XLVIII.[57]
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data in bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, in Porta Rossa.
Buonarroto. — Io ò ricevuto oggi questo di diciannove di dicembre una tua, per la quale mi raccomandi Pietro Orlandini[58] e che io lo serva di quello che lui mi domanda. Sappi che lui mi scrive che io gli facci fare una lama d'una daga e che io facci che la sia una cosa mirabile. Per tanto io non so com'io me lo potrò servire presto e bene: l'una si è, perchè e' non è mia professione; l'altra, perchè io non ò tempo da potervi attendere. Pure m'ingiegnierò infra uno mese che ei sia servito el meglio che io saperò.
De' fatti vostri e massimo di Giovansimone, ò inteso il tutto. Piacemi che lui si ripari a bottega tua e che egli abbi voglia di far bene, perchè io ò voglia d'aiutar lui come voi altri; e se Dio m'aiuta, come à fatto sempre, io ispero in questa quaresima avere fatto quello che io ò a fare qua, e tornerò costà e farò a ogni modo quello che io v'ò promesso. De' danari che tu mi scrivi che Giovansimone vuole porre in sur una bottega, a me parrebbe che gli indugiassi ancora quattro mesi e fare lo scoppio e il baleno a un tratto. So che tu m'intendi, e basta. Digli da mia parte che attenda a far bene, e se pure ei volessi e' danari che tu mi scrivi, bisognierebbe tôrre di cotesti costà, perchè di qua non ò ancora da mandarli, perchè ò picolo prezo di quello che io fo e anche è cosa dubbia, e potrebbemi avenire cosa che mi disfarebbe del mondo. Per tanto vi conforto a star pazienti questi pochi mesi, tanto che io torni costà.
De' casi del venire qua Giovansimone, non ne lo consiglio ancora, perchè son qua in una cattiva stanza, e ò comprato un letto solo, nel quale stiàno quattro persone, e non àrei el modo accettarlo come si richiede. Ma se lui ci vuole pur venire, aspetti che io abbi gittata la figura che io fo[59] e rimanderònne Lapo e Lodovico che m'aiutano, e manderògli un cavallo, acciò che ei venga e non com'una bestia. Non altro. Pregate Idio per me e che le cose vadino bene.
Michelagniolo scultore in Bolognia.
Museo Britannico. Di Bologna, 22 di gennaio 1507.
XLIX.[60]
A Buonarroto di Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze. Data nella bottega di Lorenzo Strozi, Arte di lana, dirimpetto allo speziale della Palla, in Porta Rossa.
Buonarroto. — Io ebbi una tua lettera più giorni fà, per la quale intesi come Lodovico aveva mercatato con Francesco il podere di mona Zanobia; e di Giovansimone ancora m'avisasti come si riparava in bottega dove tu stai, e come aveva disidèro di venire infino qua a Bolognia. Non t'ò risposto prima, perchè non ò avuto tempo, se non oggi.
De' casi del podere sopra ditto tu mi di' che Lodovico l'à mercatato e che lui m'aviserà. Sappi che se lui me n'à scritto niente, che io non ò mai avuto lettera, che ne parli: però sappigniene dire, acciò che e' none pigliassi amirazione non avendo risposta, se m'à scritto.
Di Giovansimone io ti dirò il parer mio, acciò che tu gniene dica da mia parte; e questo è, che a me non piace che e' venga qua innanzi che io gitti questa figura che io fo; e questo fo per bon rispetto: non volere intendere il perchè: basta, che subito che io l'àrò gittata, che io lo farò venire qua a ogni modo e sarà con manco noia, perchè m'àrò levato da dosso queste spese che io ò ora.
Io credo intorno a mezza quaresima avere a ordine da gittare la mia figura; sì che pregate Idio ch'ella mi venga bene; perchè se mi viene bene, spero avere buona sorte con questo Papa: sua grazia: e se io la gitto a mezza quaresima e la venga bene, spero in queste feste di Pasqua essere costà, e quello che io v'ò promesso, farò a ogni modo, se voi attenderete a fare bene.
Di'a Piero Aldobrandini che io ò fatto fare la sua lama al migliore maestro che sia qua di simil cose, e che di questa settimana che viene m'à detto che io l'àrò. Avuta che io l'ò, se mi parrà cosa buona, io gniene manderò; se non, la farò rifare: e digli non si maravigli se non lo servo presto come conviensi, perchè ò tanta carestia di tempo, che io non posso fare altro.
A dì venti dua di gennaio 1506.
Michelagniolo di Lodovico Buonarroti
scultore in Bolognia.
Archivio Buonarroti. Di Bologna, 1 di febbraio 1507.