XXXV.

A Lodovico di Buonarrota Simoni in Firenze.

Carissimo padre. Io vi scrissi di fare quello avevo promesso a cotestoro, e non me ne pento, anzi n'ò più voglia che non hanno loro; ma crediate a me, che e' non è tempo. Voi troverrete assai che vi consiglieranno, ma fidatevi di pochi. A me pare avendo aspettato tanto, che noi lasciàno a ogni modo passare tre mesi. Questa non è sì gran cosa che non si possa fare; e se voi vedessi che e' danari portassino pericolo o stessino male dove stanno, avisatemi. Non altro. Non ò da scrivervi per ora altrimenti.

Vostro Michelagniolo scultore in Roma.

Museo Britannico. Di Roma, (dell'ottobre 1512).