Aggiunte e Correzioni dell'Autore,
per Notizie venutegli alle mani in corso di stampa, errori tipografici ec.
Pag. 67, lin. 1 n.: MS. p. 406 seg. leggasi: ediz. Enger, p. 345 seg.
Pag. 67, lin. ult.: notarne leggasi: descriverne
Pag. 92, lin. 15: Sâd leggasi: Sa'd
Pag. 102 lin. 19: Novecentotrè leggasi: Novecentodue
Pag. 103 lin. 3 n.: 903 leggasi: 902
Pag. 115 lin. 15: e che sarebbe tornato a leggasi: e che piuttosto era da
Pag. 119 lin. 15: correndo eccitate le leggasi: correndo le eccitate
Pag. 132 lin. 18: su le terre passate in proprietà dei Musulmani leggasi: sopra una classe di terre dei Musulmani
Pag. 168 lin. 5 a 16: dei Cristiani. Capitanata... fino a Tunisi; bandisce
leggasi:
dei Cristiani. 'Atâ-ibn-Rafi', della tribù di Hudseil, condottiero dell'armata, proponendosi d'assalire la Sardegna, era entrato nel porto di Susa a far vettovaglie; quando ebbe lettere di Musa, che l'ammonivano ad aspettar la primavera e non affrontar le tempeste di quella stagione; ch'era, credo io, l'autunno del settecentotrè. Odorandovi l'invidia, 'Atâ non dette ascolto al consiglio, e salpò, e giunse ad un'isola di Silsila, come leggiamo nel MS. unico d'Ibn-Koteiba: sia che gli Arabi d'allora abbian dato tal nome a Lampedusa o altra isoletta vicina; sia, come parmi più probabile, che si tratti della Sicilia e i copisti n'abbian guasto il nome. Gli Arabi d'Egitto fecervi grosso bottino d'oro, argento e gemme; ma al ritorno, un turbine di vento li colse presso le costiere d'Affrica: onde molte navi perirono, tra le quali quella di 'Atâ; altre qua e là arenarono. E Musa, risaputolo, mandava incontanente una man di cavalli a percorrere le spiagge; prendere i legni e i marinai campati al naufragio; e condurre gli uni e gli altri nell'arsenale di Tunis(1). Entrato poi l'anno ottantacinque dell'egira (13 gennaio a 31 dicembre 704) Musa bandisce.....
Pag. 168 n. 1: Confrontinsi ec.
leggasi:
(1) Ibn-Koteiba, Ahâdith-el-imâma, MS. del professor Gayangos, fog. 69 recto e verso, e versione inglese in appendice al Makkari, The history of the Mohammedan dynasties in Spain, tomo I, p. lxvj. L'erudito orientalista di Madrid, mandandomi copia di questo squarcio di testo per lettera dell'11 maggio 1854, ha corretto in alcune parti la detta sua versione. Quanto all'isola assalita, sul nome della quale io gli esposi i miei dubbii, egli crede doversi ritenere la lezione del MS.; perchè pochi righi appresso la voce Sicilia vi è scritta con lettere diverse. Nondimeno io inclino all'opinione contraria, riflettendo che tal variante possa provenire da una delle due sorgenti alle quali par che Ibn-Koteiba abbia attinto questo racconto. In una di quelle il nome di Sicilia potea per avventura essere scritto con la sin in luogo di sad e la Caf (XXII lettera) in luogo di Kaf (XXI lettera); nella qual forma Sikilia, facilmente si può confondere con Silsila. Io ho veduto appunto Sibila chiaramente scritto su la Sicilia in una ottima carta geografica in pergamena, delineata nel 1600 da Mohammed-ibn-Ali-es-Sciarfi, da Sfax, posseduta dalla Biblioteca imperiale di Parigi.
Mi conferma nel mio supposto la Cronologia di Hagi-Khalfa, MS. di Parigi, ove leggesi, nell'anno 82, una impresa in Sicilia di 'Attâr-ibn-Râfi'; poichè, non trovandosi questo fatto in Ibn-el-Athîr, è verosimile che Hagi-Kalfa l'abbia tolto da alcun MS. d'Ibn-Koteiba più corretto che quello del professor Gayangos.
Pag. 169 lin. 8: del settecentoquattro... fino ad un millione e quattrocento mila lire.(2)
leggasi:
del settecentoquattro in Sicilia, ove presero una città della quale non sappiamo il nome; ma solo che, scompartito il bottino, toccassero cento dinâr d'oro a ciascuno, che vi si contavano tra novecento o mille uomini;(1) onde la somma, aggiuntavi la quinta del principe, torna quasi ad un milione e settecento mila lire.(2)
Pag. 169 n. 1: Confrontinsi.... fino a The history
leggasi:
Confrontinsi: Ibn-Koteiba, fog. 69 verso, MS. del professor Gayangos, il quale, mandandomi cortesemente copia di questo passo, ha corretto la lezione, da cui risultava un errore nella sua versione inglese posta in appendice all'opera di Makkari, The history
Pag. 184 lin. 19: Io lascerò indietro le brighe dei patrizii coi papi, delle quali s'è già fatto cenno, e quelle che seguirono.
leggasi:
Io lascerò indietro le brighe dei patrizii coi papi, che seguirono.
Pag. 360 lin. ult. n. 4: riconoscere.
leggasi:
riconoscere; ovvero la voce greca dei bassi tempi ταραβείνα, di cui il Du Cange nel Glossario Greco.
Pag. 411 lin. ult. n. 2: tomo IX, p. 117.
leggasi:
tomo IX, p. 117. Un marchese Crisafi e un suo fratello, cavaliere gerosolimitano, usciti di Messina per cagion della rivoluzione contro gli Spagnuoli e rifuggiti in Francia, segnalaronsi dopo il 1691, sotto le bandiere francesi, nell'America settentrionale. Dei quali il cavaliere, audace uom di guerra e di stato, si dice sia morto di crepacuore non vedendosi punto rimeritato dalla corte di Francia; e l'altro governò il distretto delle Trois Rivières, come si legge in Charlevoix, Histoire de la nouvelle France, tomo II, p. 95 seg. Questa famiglia, dopo mille anni di nobiltà, si è estinta in Messina, come mi si dice, verso il 1840.