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E che Melena, d'Arimodia figlia,

L'avea furata; e disse il quando e il come;

E che in fera che a tigre s'assomiglia

L'avea cangiata; e le sue bionde chiome,

E la sua faccia candida e vermiglia

Non più si conosceva; e al volto e al nome

Terribil cosa e barbara parea,

Di che la sventurata ognor piangea.