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Indi soggiunse che un fiero gigante

La guida sempre: e qui si tacque e sparve.

Non così l'egro misero ed ansante,

Nel sonno oppresso da fantasme e larve,

Tranquillo destò il fosco suo sembiante,

Come sul volto di Ricciardo apparve

Il gaudio e il riso, quando udì che in vita

Era Despina, e il loco ove era gita.