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Quando la fusta, che portava via

La mia consorte, par che metta l'ali;

Così leggiera e rapida fuggìa.

La mia non già; chè men forti i corsali

Eran di quella, e assai più vil genìa:

Ond'io son tratto fuora di que' mali,

Dico, son liberato; ma frattanto

Clarina mia più non mi veggio accanto.