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Affretto al corso i miei; e non è Dio

O Ninfa in mare, ch'io non preghi umìle,

Acciò che sien benigni al mio desìo:

Ma la fusta nimica è sì sottile,

Che fugge avanti al lento correr mio.

Pur me le accosto alquanto, e grido: O vile,

O perfida canaglia! o m'attendete,

O scampo a vostra vita non avrete.