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E si acceser parlando a tanto sdegno,

Che l'oste preso in mano un gran forcone,

Di forargli la pancia ebbe disegno;

Ma il cavaliero avvezzo alla tenzone

Lieve saltò come caval di regno;

E l'oste ebbe a ferire un suo garzone,

Che con gli altri garzoni immantinente

A sassi lo pigliaro crudelmente.