95
Alfin la bocca dal cocchiume stacca,
Ma tiene in mano tuttavìa il barile;
E lei guardando, Amore il cor gl'intacca;
E dice: Bella mia, fui troppo vile;
E mal fa chi s'imbromia e chi s'imbacca,
Sprezzando una sembianza sì gentile,
Com'è la tua; e ti chieggo perdono
Del fallo, ancorchè degno non ne sono.