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Alfin la bocca dal cocchiume stacca,

Ma tiene in mano tuttavìa il barile;

E lei guardando, Amore il cor gl'intacca;

E dice: Bella mia, fui troppo vile;

E mal fa chi s'imbromia e chi s'imbacca,

Sprezzando una sembianza sì gentile,

Com'è la tua; e ti chieggo perdono

Del fallo, ancorchè degno non ne sono.