CAMILLA TESTA ALLA S. OTTAVIA BAIARDA.
Voi mi proponete una Illiada de oscuri quesiti, perche ve li solva, basterebbe certo che io havessi consumato tutta l'età mia ne studi della Philosophia, ò che sempre havessi atteso a le imprese d'amore. parvi che a l'età mia hora si convenga amore ne cotai dimande? certo che le mie grincie con questi miei scalzati dentoni, fanno fugir amore lontano mille miglia, ma poi che nella vostra casa si ragunano delle persone dotte & ingegnose fatemi voi gratia di propor loro perche in tutte le sorti de animali le femine sterili sieno piu libidinose delle feconde. Per qual causa ne principij delle gravidanze ci sentiamo si male, & poi in processo di tempo, stiamo bene. Perche sono piu lussuriosi quei huomini c'hanno le gambe piu sottili. Perche sono più lussuriosi quei uccelli, che meno volano. Perche mutasi il suono della voce cosi ne maschi, come nelle femine, come voi mi havrete mandato la solutione di queste mie quistioni, forse vi solverò le vostre presentialmente (come mi pare che piu desiderate) fra tanto state lieta & sopra tutto guardative d'amore, perche l'è una mala cosa. egli ci fa di savie doventar pazze: ci spoglia d'arbitrio, ci disvia dall'amore de mariti, dalla benivoglienza de figliuoli, ci fa porre in oblio l'honore, il maneggio della casa, & ne conduce sovente fiate all'ultimo sterminio; ricordative di Capronia Vestale, qual amor condusse ad esser strangolata, ricordative a che sconcia opra conducesse già Aufilena da Catullo mentovata, et Ipermestra da Ovidio piu di una fiata ricordata: ramentative in quanta follia per amor venessero Valeria Tusculana, Gidica & Tutia Vestali, sovengavi a quanta pazzia venisse Clitennestra per amor di Egisto, Fabia per amor di Petronio, Thimea per Alcibiade: & Postumia, Lollia, Tertullia, Mutia, Servilia & Iunia per Giulio Cesare: si che lasciate andar l'amor da canto & insieme il ragionar d'esso: fate a mio senno, altrimenti egli vi condurà a mal fine. So quel ch'io dico; so quel che hò piu di una fiata nella mia giovanezza per lui amaramente sostenuto: egli mi ridusse già un giorno, che non havea anchora compiuto venti anni a tal partito, che non mangiava se non sospiri, & non beveva salvo che lagrime: oltre che tanta perfidia & dislealtà trovai nell'amato mio signore, che tanta non credo se ne trovasse in Theseo verso Ariadna, in Demophoonte verso Philide, in Iasone ver Medea, in Enea ver Didone, in Ulisse verso di Calipso. Io li fui sempre amante & superai Penelope, Emilia, & Turia di fede, & di amore si che io parlo come esperta. state sana. Da Roma alli VI. di Maggio.