CATHERINA G. FORESTA A M. CLAUDIA LANDRINI.
Intendo che vi havete scacciato di casa vostra nipote, per haverla voi ritrovata carnalmente congiunta con un suo fratel cugino: l'error in vero è grande & abbominevole: non è pero nuovo & inusitato molti se ne sono ritrovati, & huomini & donne, che d'Incesto colpevoli furono, a quali, perciò si perdonò, ne fu riputato il peccato loro indelebile, si come voi volete sia questo. Achemolo figliuolo di Rheto, giacque con la matregna. Menephrone con la madre: Mirrha usò col padre, Machareo con la sorella Canace, Cleopatra col fratello, ne perciò furono tenuti si colpevoli che di loro sia stata esclusa ogni speranza di perdono. siate (vi prego) alquanto piu mansueta, et piu al perdonar inchinata di quel che siete stata fin'hora. rammentatevi che per la clementia verso de rei usata, divennero immortali Promochere Re de Geti, Ladislao Re de Pannoni: Cesare, Probo Imperadore, Antonino Pio: Fl. Vespasiano: Giuliano Imperadore & altri molti: ne altro intorno a ciò vi dico state lieta & perdonate a chi v'ha offeso. Di Brescia, alli X. di Gennaio.