CATHERINA PANZARASA À M. ROSA RICCIA.

Hieri alle due hore di notte giunse il vostro messo à farci sapere che di novo havevate partorito una bella figlia: dissi io all'hora fra me stessa, costei mi pare simile à Serapione Pittor molto famoso, ilquale non sapeva pigner altro, che Sciene ne mai li dette cuore di pignere pur un sol huomo & cosi rasimigliai vostra sorella à Dionisio, Pittore, di non minor fama, ilquale non pigneva altro che huomini, la onde ne fu detto dalli altri pittori Antropophago. vorrei pur che imparaste hormai à far de maschi: vi è vergogna grande che siate si da poco; ma di questo sia per hora detto à bastanza, io scherzo con esso voi per lettere, & voi dal fresco parto stanca, et indebolita gemete forse, & altro vorreste, che burle & ciancie: attendete (vi prego) a governarvi bene, ne fate alcun disordine, et se vostro marito stassi turbato per non haver voi partorito un figlio maschio, come egli desiderava, stiasi quanto li piace, state voi allegra credendo fermamente, ch'elle vi debbano un giorno recar maggior consolatione, che non farebbe quanti maschi hebbe mai Deiotaro: Se questi huomini, alli quali tanto rincresce d'haver femine, et non maschi, si riducessero à memoria qualmente infiniti figliuoli hanno già ammazzato chi il padre et chi la madre, non so se ne sentissero tanto rincrescimento quanto ne sentono. Tutte le volte che io leggo che Eraclio Imperadore ammazzò Phoca suo padre per cupidigia di regnare, rimango tutta istordita; tutte le volte che io leggo come Nicomede ammazzasse Prusia Rè de Bitinia, per occupare il reame impallidisco, cosi aviene, quando mi trovo presso delli storici che .L. Ostio, Federico, Fabriciano, Oedipo, Ozia, Albano Martire, et tanti altri fussero patricide, ma non piu per hora. state lieta. dalla Mirandola. alli XX di Febraio.