CATHERINA VIGERA A M. VERONICA PULCI.
Non viene alcuno de vostri compatrioti in queste nostre parti, che non ci racconti cose maravigliose della gentilezza del spirito, et della singolar bellezza del corpo vostro, affermandoci che traete a voi qualunque vi vede, ò pur una sola volta vi parla, con quella prestezza che fa la calamita il ferro, ma non con occulta virtù come quella far suole, ma con chiara & aperta poi che a tutte l'hore la bontà vostra, vi riluce & nel sereno de gli occhi, & nell'ampio & giusto spacio della bella fronte: vorrei pur una volta da voi imparare che artificio usate per far che le persone tanto vi amino, che di lor stessi si dimentichino: ho io da questo, con molti divisato & da loro inteso esser di ciò cagione l'affabilità incredibile che in voi a tutte l'hore si gusta: ma certa sono però io che non sol questa virtù alberga nel vostro nobil animo, ma insieme con questa molte altre vi ci albergano imperoche delle virtù & morali & Theologali avienne a punto come suol ancho avenir de metalli: rade volte accade ritrovar alcuna vena d'oro ò d'ariento che un'altra vicina non ve ne sia, dal che n'hebbero da Greci il nome: niuna virtù si puo trovar soletaria, ma l'una tira sempre a se l'altra: sia come si voglia io vi faccio sapere che vi amo di perfetto cuore. Di Montalbotto alli XII. d'Aprile.