CECILIA AGNELLA ALDEGATA A M. LAURA R.
Io v'hò piu volte avisata che schivar volessi la prattica di alcune male persone le quali dal lato vostro mai ò di rado non si partono; ne senza ragione ve n'avisava havendoli conosciuti di tal qualita che a guisa dell'Aconito sol col tatto avellenare & uccider possono: non vi lasciate rimovere dal mio Consiglio per la faceta lor natura ma ricordatevi esser piu tosto da ricercare & da ritenere le cose utili anzi che le gioconde et delettevoli il che ne fu dato ad intendere per la vecchia usanza di quelli che con le quadrige combattevano in campidoglio nelle Ferie latine, dove il vincitore haveva una Coppa piena di absintio: veramente in niun'altra cosa doveremo noi esser piu diligenti che in imparare il modo del viver humano, & come reggere ci dovemo per non inciampare. & per non entrare in qualche inestricabil laberinto quanta difficulta credete voi che sia in saper discernere li veri, dalli falsi amici? oh se noi lasciassimo alcuna volta da canto quelle occupationi che tanto intricate ci tengono et legessimo il dotto libro della natura, troveremo esserci quella una ottima maestra et perche credete voi ch'ella habbi fatto che quelle Sorbe che piu belle sono sieno a qualita velenosa piu soggette di quelle che men belle appaiono? non l'hà fatto per altro che per insegnarci esser piu dannosi i lusinghevoli amici che li asperi non sono: ma di questo parmi hormai d'havervene detto piu che à bastanza: Attendete a conservarvi in Sanita et quanto piu potete amatemi perche io amo voi al parangone delli occhi miei: il mio carissimo consorte vi saluta riverentemente & paratissimo all'honore et servitio vostro si offerisce. Di Mantova.