EMILIA RANGONA CONTESSA DI SARMATO ALLA .S. HIPPOLITA BORROMEA.
Domani (sel vi pare) anderemo a confessarci; cosi restamo alli giorni passati in conclusione (se ben vi ramentate) & vi faccio sapere, che hò fatto elettione d'un confessore, che ne saperà ottimamente pascer l'animo del pane evangelico: egli non è di quelli piu curiosi a investigar l'altrui vita, che diligenti in ammendar la loro: non è di quelli, che vi rendono la conscientia scrupolosa & perturbata: l'è di tanta autorita della chiesa ornato, quanta bastar puote senza haver ricorso ne a Vescovo, ne a Legato: l'è tanto taciturno che non si havrà da temere, ch'ei vada rivelando i fatti nostri, l'è tanto commodo & adagiato de beni temporali, chel non accaderà temere, che tutto'l giorno ti mandi a chieder delle torte, ne che ci vuoti con ingordi fiaschi le cantine nostre. l'è tanto accostumato che non si haverà da dubitare che con suoi ragionamenti contamini, & ammorbi le semplici fanciulle: l'è si vago della sollicitudine, che non cel vedremo con nostro rossore, tutto'l giorno davanti a gli occhi: l'è si discreto, chel non ci porrà in disperatione: l'è si compassionevole alla fragilita humana: ch'egli havrà pietà de nostri falli: l'è tanto esperto nelle sacre dottrine, che meglio di ogni altro saperà discernere tra lepra et lepra: l'è si devoto & verso d'Iddio fedele, che facilmente ci potrà impetrar la remission de peccati. resta sol che talmente preparate vi andiamo, che una sol volta ci basti, senza piu ritornar da capo: confessiamoci adunque senza hippocrisia & con fermo pensiero, che la confessione che si fa a Dio, purghi i peccati; & quella che si fa a gli huomini, n'insegni in qual maniera si purghino & scancelar si possino fra tanto state contrita & dolente, insieme con esso meco, del tempo, da noi si malamente dispensato: & della poca carità che n'habbiamo al prossimo nostro. Di Piacenza alli XXV. di Marzo.