ISABELLA SFORZA ALLA S. FLAVIA LAMPUGNANA.
Havete longo tempo desiderato d'haver figliuoli, & hora che li havete vorrei pensaste di allevarli come si deve, & perche non habbiate iscusa veruna di non dar loro quella perfetta creanza che si conviene: intendo io darvi alcuni savi precetti quali forse havete piu d'una fiata da molti uditi, ma non li havete peraventura veduti mai d'alcuna femina essequire. Vorrei prima che la lor tenerella animetta bevesse per voi quei primi semi della pietà christiana & l'instruiste poi nell'arti liberali, fatto questo piacerebbemi si essercitasse nelli Urbani offici, & alla civiltà de costumi non poco attendesse, ma perche questa parte è hoggidi in maggior consideratione delle arti ispetialmente in questa lor si giovinil età, mi ci voglio alquanto piu diffondere di quel che soglio, quando familiarmente a miei amici scrivo, non vorrei mi apparissero mai li vostri figliuoli davanti alli occhi con i mociconi ne permetteste che col farsetto si nettassero il naso, ma col fazzoletto destramente celandosi dal cospetto delli astanti: non acconsentite ch'essi stieno avanti persone honorate, con la bocca aperta (si come leggesi presso di Aristophane del pazzo Mamacuto) insegnategli a fuggire quel dissoluto ridere, pel quale tutto il corpo si scuote: tenere il capo polito, & netto, di sorte che esclusa sempre però ne sia quella diligentia smoderata che le fanciulle per apparir belle usar sogliono: se vorranno sedere alla presentia di alcuno honorato cavalliere tenghino le gambe raccolte: il caminar loro non sia ne rotto, ne precipitoso, imperoche l'uno a molli & dilicati, & l'altro a furiosi & mentecatti s'appartiene: nel vestirli sovvengavi che quanto saranno di maggior fortuna, tanto piu sempre amabile & grata sarà la modestia di quelli: insegnate loro accadendo si ritrovino a conviti di esser ne troppo lieti, ne troppo tristi, non esser i primi che ponghino le mani nel piatto, ne leccarsi le dita, ne alle vesti nettarsele, & perche alle tavole come siamo dal vino & dalle vivande riscaldati, siamo spesse volte soliti di ragionar d'altrui & violar la fama del nostro prossimo, il che è molto biasmevol cosa: ramentate loro di non vituperar cio che loro è posto davanti, ma del tutto mostrar gratitudine: ma in questi precetti che fin'hora v'hò detto, non intendo di fermarmi, ma descendere ad altri consigli non men utili & ispedienti, ammoniteli a dar luogo alli piu vecchi, ispetialmente a quelli che della pieta christiana maestri ci sono. Quelli che honorano o li suoi pari o li inferiori non si dimostrano percio men nobili, ma piu civili, d'altri piu minuti precetti vi parlerò a bocca, fra tanto vivete lieta & di me prevaletive in tutti i bisogni vostri. Dalla Sforcesca.