LA CONTESSA DI SCANDIANO A M. FAUSTINA GIOIELA.
Vorrei esser molto piu faconda che non sono, per consolarvi della tribulatione, qual sentite per haver un figliuolo mutolo, ma perche prattica non siete del mondo, ne molte storie letto havete, vi date forsi ad intendere, che sol vostro figliuolo sia caduto per ira del cielo, in questa strana sciagura, & questo vi accresce l'affanno & vi raddoppia il cordoglio, siete veramente ingannata se cio credete. n'hò io veduti le migliaia, et pur vecchia non sono: hò letto anchora che mutolo fusse Q. Pedio nipote di Q. Pedio consolare, per il che Messala giudicò ch'egli si dovesse instruire nella pittura: ma chi sa che vostro figliuolo non si risani un giorno? parerebbevi si gran cosa? Narra Erodoto & doppo lui Gellio nelle sue chiare notti che Atys figliuolo di Creso, veggendo correre un soldato impetuosamente per uccidergli il padre, fatto un gran sforzo gridò ò soldato, non ammazzar Creso. Hò parimenti letto come Egle Athleta veggendosi apertamente ingannare ruppe con violenza que forti legami che li tenevano impedita & legata la lingua, & ispeditamente dimostrò che a torto riceveva inganno. Sovviemmi anchora d'haver letto come Zoè moglie di Nicostrato martire, per una infirmità che le sopravenne, stette sette anni mutola & finalmente fu dal beatissimo Sebastiano ottimamente curata: & chi sa che simil cosa non li accaggia? TARDE NON FUR GIAMAI GRATIE DIVINE. non vi diffidate voi della bontà d'Iddio perche non se li possono raccorciar le braccia della pietà: fidatevi in lui, & egli quando tempo li parerà vi consolerà non sol di temporale, ma di eterna consolatione. Da Scandiano, alli III. d'Ottobre.