LAVINIA SFORZA CONTESSA DI BORGO NOVO A M. LAURA DA MELARA.

Il nostro fattore, parlerà con il Conte sforza mio cognato, ne dubito per esser egli di nobilissimo animo ch'ei non faccia in vostro beneficio quanto voi desiderate: quanto poi a quel che mi scrivete circa le dishoneste prattiche di quelle Suore non me ne maraviglio punto, ne mi par d'udire cosa nova, havendo gia letto, che Oppia vergine Vestale, fusse per stupro commesso sepelita viva. Fu dannata Martia d'incesto, cosi Sextilia, cosi Tutia (se'l vero ci narra Livio) ne aliena fu da carnali congiungimenti Floronia Vestale, laquale per paura di piu grave supplicio, se stessa uccise: fu di piu accusata di stupro Posthumia: benche poi da Pontefici absoluta fusse: si che nova cosa non mi pare, che le monache de nostri tempi, facciano anch'esse l'amore, & diansi furtivamente nelle braccia de lor amatori poi che le antiche per gravissimi supplicij non se ne potevano rimovere. Non vi scandalizate adunque di cotai cose, se non volete esser tenuta una sciocca anzi ricordatevi che elle non sono piu di bronzo, ne di macigno che siamo noi altre. Troppo nel vero gran forza havrebbe il velo s'egli potesse rafreddare, & spegnere i riscaldamenti della carne: ne altro intorno a questo fatto vi dico, salvo che vi invito a borgo novo; a godere di quella gentilissima Signora Bresciana qual s'ha novamente per sua sposa eletto il Conte Alessandro mio suocero. Credo veramente ch'egli si habbi eletto il fiore di quella città, et se io credessi che sol due paia come fussero simili a lei rimasti non vorrei far mia vita altrove. Di Borgo novo, alli X. d'Aprile.