LODOVICA GAVARDA A .M. N. N.

La vostra importuna loquacità molti n'ha condotti à liti, & a dure controversie, & hora piu che mai perturba tutta la vicinanza; deh ricordative che Giove tolse la lingua a Lara nimpha, per esser troppo loquace: & che fu relegato nell'inferno Tantalo per non saper tener la lingua fra denti cosi potrebbe un giorno accadere à voi, poi che non sapete, ne volete tacere; ma perche non vi viene un giorno desiderio d'imitare il silentio di Paulo Semplice, di Agatone, & di Secondo philosopho, acciò non caschiate piu in tanti errori: & gli amici non pogniate in infinito travaglio: ma forse mi potreste dire quel che già disse Zenone alli legati del Re Antigono, difficil cosa essere il poter tacere. io vel confesso, & dicovi all'incontro esser difficil cosa il poter uscire delli affanni, ne quali ci pone sovente volte la sfrenataggine della nostra lingua. vi doverebbe pur esser per un bastevole precetto l'haver scritto Sophocle in una Tragedia che il silentio era l'ornamento delle donne. non altro, attendete a conservarvi sana & senza veruna infamia. Da Brescia alli XXV. di Febraio.