MARTA STELLA BARBISONA ALLA S. CONTESSA THEODORA B. MARTINENGA.

Hora per isperienza veggo esser vero: niuna cosa potersi ritrovare piu acuta della calunnia, poi che una signora si savia si prudente & che si ottimamente in ogni luogo, in ogni tempo, & in ogni fortuna si è portata s'ha lasciato dare ad intendere & non so da cui che M. Hortensio habbi di lei parlato men che honorevolmente: come vi havete voi lasciato ciò persuadere havendo il testimonio della sua scrittura in contrario nella quale al mondo vi publicò già per un singolar ornamento dell'ordine vedovile? ne si contentò di lodar la vostra molto illustre persona, ch'egli parimenti lodò con la sua dotta penna la vostra villa di Conceso, & in verso Heroico l'haveva incominciata a descrivere: Non mostraste gia voi la solita vostra prudentia (& perdonatime) poi che tanto a noia vel recaste essendovi prima paruto di si dolce conversatione, & de si amabili costumi ne sol dimostrasti di odiarlo piu che non odia la grue il falcone: ma li mancasti anchora d'una picciola promessa che li havevate fatta: hor perche non mostraste voi qua la vostra singolar prudentia & quel maturo giudicio tanto da lui lodato? perche vi provocaste voi contra si facondo Poeta? non vi soveniva forsi haver scritto Horatio VATUM IRRITABILE GENUS? non vi soveniva forsi haver lasciato Platone per unico precetto, che non ci facessimo nemici gli poeti? se per niuno altro rispetto, lo volevate tener nel numero de vostri piu cari benvoglienti ce lo dovevate almeno tener per esser egli tanto amico della poesia. Non sapete voi che la poetica è da Plutarco tenuta per il vero fonte di qualunque buona disciplina & chiamolla già in piu d'un luogho per la sua rara vaghezza Pittura parlante: fu pur grande errore il vostro, a farvelo nemico, senza niuna sua colpa & senza niuno suo demerito: foste pur troppo facile a credere a chi mosso d'invidia vi riportò di lui male, & esso mi parve pur troppo humano et troppo cortese, a non isfogar mai ne con satire, ne con iambici l'ira sua, & a non mandar fuori il sdegno contro di voi meritamente conceputo. Voi l'offendete stranamente riportando di lui male alla S. D. Leonora, laquale gli lo fece intendere pel mezzo della S. Violante Mauritia & pur benignamente vi comportò sempre & di tutta questa virtuosa sofferenza ne fu cagione sol l'amore, & la riverenza che al vostro venerabil volto portava: ne furono anchora in buona parte cagione le grate accoglienze che voi gli faceste quando venne a Conceso in compagnia del gentilissimo spirito M. Marco buona: soviemmi che il di seguente mi venne a visitare, ne si vedeva satollo di predicar l'humanità vostra & di essaltar le dolci maniere con lequali il trateneste: questo v'ho io voluto scrivere acciò vi guardiate di commettere cotai errori liquali nel vero troppo si disdicono alle vostre divine qualità. Da Manerbio alli XX. d'Agosto.