PACIENTIA PONTREMOLA HEBREA MANTOVANA ALLA ILLUSTRE .S. LA .S. ISABELLA GONZAGA.
Hieri hebbi le lettere che le piacque di inviarmi, lequali, m'hanno molto travagliato la fantasia: le ragioni vostre mi parevano piene di nerbo, & di spirito, le persuasioni fatte con si dolce modo, facevano quasi violentia all'intelletto mio: non mi dispiacevano le offerte anzi mi facevano arrossire conoscendomi indegna di si gentil consorte come voi mi proponete: dall'altro canto, stommi dubbiosa di non offendere col farmi christiana la divina Maestà: vivo in angoscia se Christo per il vero Messia confesso, di non provocarmi contra, il sdegno di Mose et la maledittione di tutta la Sinagoga; non so (misera me) dove mi volga per aiuto & per consiglio: le vostre lettere m'hanno infinitamente commossa, & se ritenuto non mi havessero alcuni duri passi ratto ita me ne sarei all'Episcopal Chiesa & importunamente chiesto havrei il sacro Battesimo: ma considero Signora mia le promesse della scrittura sacra che quando verrà il Messia, l'Israel sarà riscosso, & noi poveri Hebrei siamo pur anchora tuttavia dispersi: leggo nel libro intittolato Badra che nella venuta sua redificarassi Gierusalemme & il tempio di pietre preciose, il che non è però anchora avvenuto. Veggo di più che la nostra legge fu data publicamente da Iddio per mano di Mose sul monte Sina, con testimoni de spaventevoli tuoni & lampi: ilche voi christiani senza alcuno contrasto confessate, la dove la vostra è data celatamente per mano & per confessione de duodici poveri scalzi, oltre che non mi posso contenere di non prestare intiera fede a nostri Rhabini, li quali hanno del vostro Redentore molto diversa opinione da voi, & affermasi nel libro intitolato Ghittin al quinto capo, ch'egli è per i suoi gravi eccessi & enormi peccati condennato dalla divina sententia. non vi paia per tanto istrano, se si tosto non mi arrendo & se vi paio alquanto pertinace. Quanto al marito del quale, mi parlate credo, anzi chiaramente conosco, esser piu che non ne dite, sò fermamente che per la sua rara leggiadria egli meriterebbe di haver Donna piu bella di Deiopeia, di Amarilli & della fuggitiva Galatea: Iddio mi inspiri a far cosa che li sia d'honore & di gloria, & voi fra tanto, che lo Spirito mi riveli ciò che hò da fare, pregate per me, & fate fare il simile alla purissima & innocentissima Grataphilea degna creata di V. Eccellentia: alla quale riverentemente bascio le belle & liberali mani. Di Mantova alli XXIII. d'Ottobre.