Il Gigante che aveva nascosta la sua vita nell’uovo di una Gallina (Da Utszok)
Una donna aveva un marito, che durante sette anni era stato in guerra con un gigante. Quella donna piaceva al gigante, il quale avrebbe volentieri levato di mezzo il marito per prendere la moglie per sè. Dopo sette anni riuscì finalmente al gigante di uccidere l’uomo. Ma questi aveva un figlio. Quando il figlio fu cresciuto, egli pensò al modo di vendicarsi del gigante, che aveva ucciso il suo padre e sposato la sua madre. Ma il giovane non poteva uccidere il gigante, qualunque cosa tentasse e facesse riesciva vana. Pareva proprio che non vi fosse vita nel gigante.
— Cara mamma — disse il ragazzo un giorno — sai tu forse dove il gigante nasconde la sua vita?
La madre non ne sapeva nulla, ma promise di domandarlo al gigante; ed un giorno che questi era di buon umore, gli domandò dove fosse la sua vita.
— Perchè mi chiedi ciò? — rispose il gigante.
— Perchè — disse la donna — se tu o io siamo in qualche pericolo, sarà una consolazione di sapere che la tua vita è ben difesa!
Il gigante, che non aveva nessun sospetto, fece il seguente racconto alla moglie:
— In mezzo ad un mare di fuoco vi è un’isola, sull’isola vi è un barile, nel barile vi è una pecora, nella pecora vi è una gallina, nella gallina vi è un uovo e nell’uovo sta la mia vita!
Il giorno seguente il ragazzo tornò dalla madre e domandò:
— Cara mamma, hai potuto sapere dove il gigante abbia nascosto la sua vita?
— Sì, mio caro figlio — rispose la madre — egli mi ha raccontato, che la sua vita si trova nascosta lungi di qua. In mezzo ad un mare di fuoco vi è un’isola, nell’isola vi è un barile, nel barile vi è una pecora, nella pecora vi è una gallina, nella gallina vi è un uovo e nell’uovo della gallina sta nascosta la vita del gigante.
— Allora — disse il figlio — io debbo cercarmi dei servitori, coi quali possa traversare il mare di fuoco!
Egli noleggiò un orso, un lupo, un falco ed un ymmer (un grande uccello di mare) e con questi partì. Egli stesso andò in mezzo al fuoco seduto sotto una tenda di ferro; prese con sè sotto la tenda il falco e l’ymmer, perchè non si bruciassero; ma fece remare l’orso ed il lupo.
Di lì viene che l’orso ha i peli bruno scuro, e che il lupo ha sul manto delle macchie brune; perchè entrambi hanno fatto un viaggio in mezzo ad un mare infuocato, le cui onde bruciavano come la fiamma.
Così arrivarono all’isola dove doveva essere la vita del gigante. Quando furono giunti all’isola ed ebbero trovato il barile, l’orso gli diede una zampata e lo sfondò. Dal barile saltò fuori una pecora. Ma il lupo inseguì la pecora, l’afferrò e la sbranò. Dalla pecora volò fuori una gallina. Il falco l’inseguì, l’afferrò cogli artigli e la fece a pezzi. Nella gallina vi era un uovo e l’uovo cadde nel mare ed affondò. L’ymmer volò e tuffò in cerca dell’uovo. La prima volta che tuffò, rimase molto tempo sotto, ma non potendo stare tanto tempo senza respirare ritornò alla superfice. Dopo aver ripreso fiato, si tuffò di nuovo, e rimase sotto più della prima volta, ma pure non trovò l’uovo. Tuffò per la terza volta e rimase sott’acqua più delle due volte precedenti e questa volta trovò l’uovo nel fondo del mare. Quando il giovane vide che l’ymmer aveva l’uovo nel suo becco fu pieno di gioia. L’ymmer portò l’uovo al giovane, questi raccolse delle legna e fece un gran fuoco sull’isola. Mise l’uovo in mezzo al fuoco per bruciarlo. Quando il fuoco fu ben acceso, egli tornò indietro. Egli aveva ottenuto quello per cui aveva intrapreso il viaggio. Tostochè fu giunto alla spiaggia dalla quale era partito, corse in casa, ed allora vide che il gigante stava bruciando come l’uovo sull’isola. La madre sua fu essa pure contenta, vedendo tornare il suo figlio dalla pericolosa spedizione.
— Grazie, caro figlio, perchè hai trionfato della vita del gigante!
Vi era ancora un poco di vita nel gigante, mentre la madre ed il figlio discorrevano insieme.
— Che follia fu la mia — esclamò il gigante — di lasciarmi indurre a raccontare il segreto della mia vita a quella malvagia donna!
Allora il gigante afferrò il suo tubo di ferro (col quale soleva succhiare il sangue della gente), ma la donna ne aveva messo una estremità sul fuoco. Egli allora aspirò fuoco e cenere e quindi bruciò di dentro come di fuori e tutte le parti del suo corpo, che poterono bruciare, vennero distrutte dal fuoco. Finalmente il fuoco si spense, e col fuoco si spense la vita del gigante.