Indovinelli (Arvadusar)
Che cosa è più alto di tutti i monti e più basso dell’erica? Un viottolo.
Va sempre errando con un piccolo carico sulle spalle e non è mai stanco? La rôcca.
Prima che il padre sia mezzo pronto, il figlio è già nel bosco? Il fumo.
Di giorno in prigione, di notte in libertà? Le dita dei piedi.
Batte notte o giorno, ma non riceve spellature? Una campana, la campana del renne.
Volto all’insù, vuoto, volto all’ingiù, pieno? Il berretto.
Chi è il più saggio di questo mondo? La stadera.
Sta sulla cima colla radice insù, o colla cima ingiù e la radice insù? La coda della vacca.
Piede di pietra, fianchi di refe e testa di legno? La rete.
Il morto, che tira fuori i vivi dal bosco? Il pettine.
Una vergine, che siede sull’orlo della fontana col cappello sul capo? L’angelica (non ancora sbocciata).
Senza copertura e senza suolo, ma pure pieno di carne fresca? Il ditale.
Va di giorno, va di notte, ma non trova mai la porta? Un orologio.
Che cosa è, che entra in un buco, ma ad un tratto si mostra a tre buchi? Un uomo, che indossa un vestito lappone.
Che cosa può stare in una tana di sorcio e non può voltarsi in una stalla di bue? Un bastone.
Che cosa è che va al fiume per lavarsi e porta le viscere a casa? Un secchio.
Qual’è la creatura che sta più vicina all’uomo? Il pidocchio.
Erra nel bosco e nel bosco perde la coda? Un ago.
Mangia colla bocca e manda fuori colla nuca? La pialla.
Quattro sorelle guardano in un buco? Le punte delle stanghe della tenda.
Tu lo vedi, ma non lo puoi prendere? Il fumo.
Uno che guarda all’ingiù, mentre l’acqua va insù del colle? Un cavallo, che beve.
Un uomo batte, cadono le pellicole e nulla si ode? La neve.
Il davanti come una botticella, il mezzo come una tinozza, il didietro come una granata? Il cavallo.
Un uncino all’insù, un uncino all’ingiù e una piegatura nel mezzo? Gli uncini di ferro coi quali si appendono le pentole.
Un corvo marino che vola sul mare e dalle cui ali sgocciola il sangue? Una barca in cui si rema.
Un cavallo nero trotta giorno e notte, ma i suoi zoccoli non si muovono mai? Un fiume.
Un uomo di cent’anni e colla testa di una notte? Un tronco d’albero, sul quale è deposta neve fresca.
Piccolo come un uovo ma è impossibile vedervi il fondo? Il cuore dell’uomo.
Appena più grosso che il filo di una rete di salmoni, ma la luce del giorno non lo vede mai? Il midollo degli alberi.
Chiuderemo quest’antologia lapponica, dando alcune novelline tolte dal Frijs[32].