Proverbii lapponi (Sadnevajasak)
Adde bädnagi ja gula baha sanid. — Dà al cane e udrai cattive parole.
Buöreb lä cagar giedast, go buojde mäcest. — Meglio è una pellicola (il magro) in mano, che il grasso nel bosco.
Buöreb lä bitta njalmest, go havve oajvest. — Meglio è una screpolatura in bocca, che una ferita al capo.
Buöreb lä jode, go oro. — Meglio è andare che stare.
Dam olbmast läk ämbo juonak go suonak. — Quest’uomo ha più intrighi che tendini.
Dat, gäst gukkek läk dolgek, allagassi girda. — Chi ha lunghe penne, vola alto.
Galle gaddest visaj, go avest vahag sadda. — È facile avere sapienza sulla riva, quando in mare succede una disgrazia.
Garranasa bäsest matta gavdnujuvout majda njufcamoune. — Nel nido del corvo si possono avere anche uova di cigno.
Go ciegnalis lä caue, de lä rukkas, bodne. — Quando l’acqua è profonda, il fondo è limaccioso.
Havske guojbme vaned matke. — Un aggradevole compagno accorcia la via.
I goarpa goarpa ealmi cuokko. — Una cornacchia non becca gli occhi di un’altra.
I läk jakke jage viellja. — Un anno non è fratello dell’altro.
I sat häppad niära gaske. — La vergogna non morde più la propria guancia?
I sat oarre-gazza galloi baste. — L’unghia di uno scoiattolo non ferisce più la sua fronte. (Egli è fuori di sè per la gioia o l’affanno).
I bäjve nu gukke, atte igja i boade. — Per quanto lungo sia il giorno, viene però la notte.
Ik galga calmetes gaope dakkat. — Tu non devi comperare ad occhi chiusi.
Loge visasa äi nakas sanigujm ovta jalla sabmelazain. — Dieci sapienti non possono competerla a parole con uno stupido lappone.
Oapes bahha lä buöreb, go amas buörre. — Un cattivo amico è meglio che un buono sconosciuto.
Ovce visasa äi buvte buoddot ovta jalla. — Nove saggi non possono chiudere la bocca ad uno stolto.
Ai läk buok vielljak ovta ädne cizid njammam. — Non tutti i fratelli hanno succhiato il petto della stessa madre.