Appendice III, N. 5 (pag. 298).

Lettera di S. E. Don Neri Corsini al R. Censore P. Mauro Bernardini.

“Molto Reverendo Padre,

Con biglietto dei 30 gennaio decorso V. S. Molto Rev.da si diresse a questo I. e R. dipartimento onde fossero risoluti i due seguenti quesiti;

1º Se le discussioni Politiche, e di Amministrazione Governativa, che debbono essere affatto estranee all'Antologia, debbano essere limitate a quelle che possono riguardare il nostro Paese, e Governo, o anche a quelle relative ad altri stati Italiani, o Esteri, specialmente poi se in questi ultimi, attesa una particolar forma governativa, sia permessa libertà di discussione sopra le dette materie.

2º Se nel doppio caso negativo, si abbiano in mira gli articoli, che non solamente trattino ex professo sulle inibite materie, o anche quelli nei quali per incidenza riconosciuta non colposa, si tratti come di passaggio, e senza discussione, di Politica o di Amministrazione Governativa.

Sebbene tali quesiti risolvere non si possano collo stabilire delle massime normali da applicarsi a tutti i singoli casi, tuttavolta a me pare, che per ciò che concerne gli Esteri governi, e particolarmente quelli presso i quali è permessa libertà di discussione sopra le dette materie, possa procedersi con piú franchezza, semprechè non si discenda ad una critica acerrima, o all'opposto non si commendi in termini trascendenti, e tali, da far scomparire quei Governi, che professassero massime e principî diversi.

Per quello poi che concerne la Toscana, ove non è permessa libertà di simili discussioni per mezzo della stampa, sarà d'uopo adibire una piú stretta Censura, ed assicurarsi che quello che stampar si volesse in genere di statistica, sia in qualche modo desunto da atti autentici pubblicati dal Governo, o colle debite approvazioni superiori.

Quanto alle questioni di Economia Politica, sulle quali spesso si trattiene il rammentato giornale, potrá continuare a permettersi una moderata discussione, purché i relativi dibattimenti siano condotti colla riverenza che debbesi alle Leggi e sistemi del Paese, e i Redattori di simili articoli non assumano un tuono inconveniente.

A rendere altresí piú castigata l'Antologia, credo che potrà molto giovare il portare uno scrupoloso, e quasi direi sospettoso esame sopra tutte le espressioni equivoche; aneddoti; concetti misteriosi; doppi sensi; non appropriate posizioni di termini e di frasi; sentenze generali isolate, e non legittimamente dedotte dalle materie trattate; motteggi, o sarcasmi contro i sovrani, i governi, il sacerdozio, il patriziato, ed in special modo su ciò che potesse contribuire all'indebolimento della Cattolica Religione.

Attenendosi a queste norme, che fermamente ritengo esser coerenti alla purezza dei di Lei principî, e che soltanto ho rammentato perché portavalo la circostanza di sciogliere i quesiti da Lei promossi, mi auguro che piú agevole potrà rimanerle la revisione del rammentato giornale, lasciandole però aperto adito a consultare questo Dipartimento tutte le volte, che nella sua saviezza lo credesse conveniente.

E col piú distinto ossequio passo a confermarmi

Di V. S. Molto Rev.da

Dall'I. e R. Segreteria di Stato, li 9 febbraio 1833.

Dev.mo Obb.mo Servitore
N. Corsini„.