Appendice III, N. 6 (pag. 299).

Lettera di S. E. Don Neri Corsini al R. Censore P. Mauro Bernardini.

“Molto Rev.do Padre,

È pervenuto al Governo sicuro riscontro che la Censura di Milano abbia impedito lo smercio, e circolazione del N. 21 del secondo decennio del nostro giornale l'Antologia per il decorso settembre, e che questa misura sia stata motivata da alcuni passi che si leggono nelle pagine 52, 90, e 103, degli articoli di detto Giornale; e relativi:

Il primo all'edizione che qui si va facendo dal Piatti delle Opere dei Romagnosi;

Il secondo alla Istoria d'Italia del conte Cesare Balbo;

Il terzo alle tre nuove tragedie di Silvio Pellico impresse in Torino.

Sembra pure, che i passi dei quali la Censura di Milano ha biasimato il concetto, o le espressioni, siano quelli nei quali del Romagnosi si dice che sopportò le ingiustizie e la povertà, lo che si è creduto un rimprovero diretto al governo sotto cui visse; e l'altro riguardante l'opera sulla storia d'Italia, ove parlandosi di Carlomagno e quindi degli Imperatori di Germania della casa di Svevia, si trascende ad espressioni generiche sui pretesi danni, che o dalla tutela, o dal dominio di dinastie straniere erano avvenuti alla Italia.

E finalmente riguardo al terzo, la frase, ove si designa sotto il nome d'immensa sciagura, la condanna legale pronunziata per delitti politici, contro il Pellico autore delle tragedie.

Nel comunicare tutto ciò a V. S. Molto Rev.da non ha questa Direzione generale altro oggetto che di richiamare il di Lei ben conosciuto zelo e saviezza ad esercitare la piú scrupolosa attenzione sulla tendenza, che il suddetto foglio periodico non cessa di manifestare, a rivolgere in tutte le occasioni i suoi articoli a riflessioni politiche che direttamente, o indirettamente, alludano ad avvenimenti recenti o alle opinioni, che in fatto di Governo si vorrebbero promuovere dai partigiani di innovazioni.

E col piú distinto ossequio passo a confermarmi di V. S. Molto Rev.da

Dall'I. e R. Segreteria di Stato li 9 febbraio 1833.

dev. obb.mo Servitore
N. Corsini„.