F

Faccenda Matteo, II, 513, 514.

Faenza. Presa dai Veneziani, I, 457. Ricordata dal M. nel Principe, II, 381.

Farnese (Cardinale), I, 601.

Farnese Giulia. Dei suoi amori col cardinale Roderigo Borgia poi Alessandro VI, I, 234, 236, 238, 253, 264.

Fazio Bartolommeo, I, 154, 156.

Federigo d'Aragona, re di Napoli. Sua incoronazione, I, 266. Si rifiuta di dare una sua figlia in moglie a Cesare Borgia, ivi, 268. Di un colloquio d'un suo agente con papa Alessandro VI, 537. Perde lo Stato; sua morte ed estinzione della sua casa, 363.

Federigo II, re di Prussia. Di un suo libro contro il Principe del M., II, 437, di cui poi segue le dottrine nella sua politica, 438; e ragioni di tale contradizione, 439 e seg.

Feltre (da) Vittorino, I, 160, 161.

Ferdinando il Cattolico, re di Spagna. Entra in una lega contro Carlo VIII, I, 256. È atteso a Piombino, 632; e ambasciatori che disegnano mandargli i Fiorentini, ivi, 633. Ancora della sua venuta in Italia, 636. Accenni alla sua politica dopo la morte d'Isabella sua moglie, II, 54. Ricordato, 57. I Fiorentini si obbligano di pagargli cinquantamila ducati, 94. Entra nella lega di Cambray, 107 e seg. Manda genti in Puglia, 503. Voci di un accordo tra esso e il Papa contro la Francia, 531; che poi si effettua, 148-49. Ricordato, 156. Suo esercito in Italia, 158 e seg. Sua tregua col Re di Francia, 220; e giudizi e considerazioni su lui e su detta tregua nella corrispondenza del M. con Francesco Vettori, 223 e seg.; III, 414. Considerazioni e giudizi intorno a lui e al suo governo nella Relazione di Spagna del Guicciardini, II, 249 e seg. Ricordato a proposito dei Discorsi del M., 329; e nel suo libro del Principe, 387, 393, 400, 601, e a proposito del Principe, 425. Sua lega con l'Imperatore e col Papa, ricordata, III, 11. Ricordo della sua morte, 14.

Ferdinando I d'Aragona, re di Napoli, I, 76. Si accenna alle sue lettere politiche, come documento di lingua, 206. Si spaventa dell'elezione d'Alessandro VI, 234. Odiato dal Papa, e perchè, ivi, 235. Brani e sunti di sue lettere, relative alla prossima venuta di Carlo VIII in Italia, 244 e seg. Muore, 249. Ricordato a proposito dei Discorsi del M., II, 329.

Ferdinando II d'Aragona, re di Napoli. — Ved. Aragona (d') Ferdinando.

Fermo, ricordata dal M. nel Principe, II, 385.

Fermo (da) Oliverotto. Imprigionato e fatto strangolare dal Valentino, I, 406, 407. Di lui parla il M. nel Principe specialmente a proposito del suo tradimento per impadronirsi di Fermo, 407; II, 385, 612.

Ferrara. Sotto gli Estensi nel secolo XVI l'arti e le lettere vi fioriscono, I, 158, 159. Le lettere in essa e la sua corte al principio del secolo XVI, II, 33 e seg. Ricordata a proposito del Principe del M., 367. Leone X agogna alla sua signoria, III, 23. Il Teatro in essa nel secolo XV, 142. Ricordati i suoi scrittori nel Dialogo sulla lingua del M., 188.

Ferrara (Duca di). — Ved. Ercole d'Este e Alfonso I d'Este.

Ferrari Battista, cardinale e datario apostolico. Sua morte, I, 381.

Ferrari Giuseppe. Citato a proposito del Principe del M., II, 418.

Ferroni (dottor) autore dell'iscrizione per il monumento a M. in Santa Croce, III, 372.

Feuerlin Emilio. Di un suo scritto sul M., II, 479.

Ficino Marsilio, I, 168 e seg. Esame delle sue opere e delle sue dottrine, 177 e seg.; che si spargono anche fuori d'Italia, 182. Una sua nipote sposa Biagio Buonaccorsi, 326.

Filelfo Francesco, I, 111. Ricercato da Niccolò V per la traduzione d'Omero, 125, 152. Cenni della sua vita e delle sue opere, 148 e seg. Porta da Costantinopoli in Italia la Politica d'Aristotele, II, 285.

Filippo II, re di Spagna, II, 425.

Filippo il Bello, re di Francia, II, 234, 235.

Filonardi Ennio, nunzio apostolico in Isvizzera; lettera di Clemente VII a lui ricordata, III, 301.

Fiorentini. Si ribellano a Piero de' Medici, e loro accordi con Carlo VIII, I, 252, 253, 257. Loro guerra con Pisa ribellata, ved. Pisani. Loro trattato e relazioni con Luigi XII re di Francia, 337, 339 e seg. Mandano oratori al Re di Francia, 347. Loro provvedimenti contro il Valentino in Toscana, e condotta che stipulano con lui, 358 e seg. Loro nuovo trattato col Re di Francia, 365. Richiesti d'aiuti dai congiurati contro il Valentino, si rifiutano, 386. Richiesti, mandano un oratore al Papa, e il M. al Valentino, ivi, 387. Chiedono e ottengono dal Valentino un salvacondotto pei loro mercanti, 389, 392. Richiesti d'alleanza dal Valentino, temporeggiano, 391 e seg., 429. Loro provvedimenti contro i Borgia, 449 e seg., 595; e contro l'ingrandirsi dei Veneziani, 448 e seg. Negano un salvacondotto al Valentino, 456. Sono in pericolo dopo la rotta dei Francesi al Garigliano, 464. Inclusi in una tregua tra Francia e Spagna, 466. Condotte di capitani da essi fatte, 468. Dei loro inutili tentativi di deviare il fiume Arno da Pisa, 468 e seg., 609 e seg. Loro apparecchi per difendersi dall'Alviano e da altri nemici, 484 e seg., 488 e seg. Danno una rotta all'Alviano, 491-92. Assaltano Pisa e son respinti, 493. Richiesti d'aiuti da Giulio II, 496; glieli mandano, e altri favori prestatigli nell'impresa di Bologna, 500. Loro incertezze tra Francia e Impero nella passata di Massimiliano I in Italia, II, 60 e seg. Non pagano nulla dei denari che voleva da essi l'Imperatore, 73. Si obbligano di pagare grandi somme di denari ai Re di Francia e di Spagna, 94. Fanno un trattato coll'Imperatore, 114. Il Re di Francia vuole che si dichiarino per una parte nella guerra tra lui e il Papa, 126 e seg. Negano il passo a gente del Papa che voleva andare all'impresa di Genova contro il Re di Francia, 533. Loro lega coi Senesi, 141. Si temporeggiano tra il Re di Francia ed il Papa, in occasione del Concilio di Pisa, 146 e seg. Interdetti dal Papa, 148. Deliberano d'imporre una tassa sui preti, 151-52. Sospeso l'interdetto contro di loro, 154. Cercano di mantenersi neutrali tra il Re di Francia ed il Papa, 157. Ritiratisi i Francesi dopo la battaglia di Ravenna, si trovano a mal partito, 164. Si accingono a resistere a Raimondo di Cardona e al Cardinale de' Medici, 170 e seg.; e dei loro accordi con essi, 178; e del passo relativo a detti accordi nella Storia del Guicciardini, III, 494. Si rallegrano dell'elezione di Leone X, II, 193; e gli mandano una solenne ambasceria, 206. Ricordati nei Discorsi del M., 309, 316, 323, 334; e nel Principe, 390, 400, 617. Mandano genti nell'esercito della lega contro Francesco I, III, 12. Spesa che incontrano per la guerra fatta da Leone X al Duca d'Urbino, e come siano compensati, 19, 20. Hanno gente nell'esercito del Papa collegato con Carlo V, 27; ma a malincuore combattono contro la Francia, ivi. Perdono San Leo e il piviere di Sestino, stati loro dati da Leone X, 128. Ricordati i loro scrittori nel Dialogo sulla lingua del M., 184 e seg. Debbono pagare centomila ducati all'Imperatore, 300. Entrano in una lega contro Carlo V, 341. Loro preoccupazioni per i progressi degl'Imperiali, 344 e seg. Loro promessa di denari a Clemente VII ove concluda un accordo stabile con Carlo V, 350. Lettere di Roberto Acciaiuoli loro oratore in Francia, 445. Raccolgono denari da mandare al Borbone, 356. Si sollevano contro il cardinal Passerini ed i Medici, ivi, 357; e li cacciano, 359.

Fiorentino prof. Francesco. Di un suo scritto Del Principe del Machiavelli e di un libro di Agostino Nifo, II, 418.

Fiorini Vittorio. Sua prefazione ai primi tre libri delle Storie Fiorentine del M., citata, III, 206, 287.

Firenze, sotto il governo delle Arti maggiori e minori, I, 37; e ai tempi di Cosimo e di Lorenzo de' Medici, 40, 43, 44. Paragone tra la sua storia e quella di Venezia, 48. Gli Eruditi in essa nel secolo XV e delle loro riunioni, 94 e seg. Nomi di Segretari della Repubblica, 100. Del suo pubblico Studio, e dell'insegnamento in esso del greco, 104, 105. Paragone tra gli ambasciatori suoi e quelli di Venezia, 240. Della riforma del suo governo per opera principalmente del Savonarola, 278 e seg. Nuove riforme nel suo governo, 375 e seg. Necessità e difficoltà di raccogliervi denari, e nuove imposte che si deliberano, 424 e seg.; e di un Discorso scritto dal M. in quell'occasione, 426 e seg. Come si trovi dopo il sacco di Prato, II, 175. Mutazione del suo governo dopo la cacciata del Soderini, 178; e riforme al ritorno dei Medici, 181 e seg., 553; e loro governo, 206 e seg. Si parla di un Discorso del Guicciardini circa il riordinarne e rafforzarne il governo, 253; e di un altro circa le condizioni dei partiti nella città e il modo di assicurarvi lo stato dei Medici, 257. Altre idee sul suo governo nel Reggimento di Firenze del Guicciardini, 258 e seg. Ricordato il suo governo repubblicano nei Discorsi del M., 307, 324: e nelle Considerazioni del Guicciardini su di essi, 355. Ricordata a proposito del Principe del M., 387. Feste che vi si fanno per la venuta di Leone X, III, 15; e per il matrimonio di Lorenzo duca d'Urbino, ricordate, 22. Ancora dei Discorsi del Guicciardini circa il suo governo, 51; e del Discorso del M. sopra il riformare il suo Stato, ecc., 55. Ben governata dal cardinal Giulio de' Medici, 129. Altra proposta del M. per riformarne il governo, 130, 131. Ricordata nel Dialogo sulla lingua del M., 184. Del paragone tra le nimicizie che furono in essa e in Roma tra il popolo ed i nobili, fatto dal M. nelle Storie e nei Discorsi, 242, 243. Viene a governarla il cardinale Passerini, 296. Si provvede di fortificarne le mura; e disegni e progetti relativi, 337 e seg., 356, 434 e seg. Il Guicciardini pensa di difenderla da ogni possibile assalto degl'Imperiali, 351. Tumulti che vi accadono, 357; si esamina un passo della Storia del Guicciardini relativo al primo di essi, 484. Vi è di nuovo proclamata la repubblica, 360; e di nuovo si pensa a rafforzarla e difenderla, ivi.

Firenze (Capitano del Popolo di). Abolito, I, 376. Ricordata la sua istituzione, III, 233.

Firenze (Potestà di). Abolito, I, 376. Ricordata la sua istituzione, III, 233.

Flaminio, poeta, ricordato, II, 458.

Florido, segretario dei brevi d'Alessandro VI. È carcerato e muore, I, 266.

Fogliani Giovanni, I, 407. Ricordato dal M. nel Principe, II, 385, 611.

Foix (di) Gastone. Comandante l'esercito francese nella guerra contro Giulio II, II, 143. Governatore di Milano, 150, 153, 156. Sue fazioni militari, 157 e seg. Sua morte, 162.

Foix (di) Odetto, signore di Lautrech, II, 153, 155. Governatore di Milano per Francesco I, aiuta Francesco Maria della Rovere a ricuperare il suo Stato, III, 18. Ha il comando dell'esercito francese in Italia contro Carlo V, 27. Conferisce con Roberto Acciaiuoli oratore in Francia, 453, 454. Il Re di Francia gli commette di rompere la guerra all'Imperatore, 462.

Folchi Giovanni. Compromesso nella congiura del Boscoli e del Capponi contro i Medici, II, 198; e imprigionato, ivi, 554, 555. A lui indirizza il M. il suo Capitolo dell'Ingratitudine, III, 177.

Forlì. I Fiorentini pensano d'impadronirsene, I, 448. Vi entra Antonio degli Ordelaffi, e successivi rapporti dei Fiorentini coi Forlivesi, ivi, 603. S'arrende ai Francesi, II, 163. Notizie intorno ad essa durante la presidenza del Guicciardini in Romagna, III, 320, 321.

Fornaciaio. — Ved. Iacopo di Filippo.

Fornuovo (Battaglia di), I, 256. Nell'anniversario di essa Isabella Gonzaga fa celebrare un ufficio per le anime dei «valorosi» che «persero la vita per salvare Italia», 383. Un libro che comincia dalla narrazione di essa, ricordato, III, 492.

Fortebracci Niccolò, III, 267.

Foscari Francesco, I, 55.

Foscari Iacopo, I, 55.

Foscolo Ugo. Esalta il M., II, 449.

Fossi Ferdinando, editore d'opere inedite del M., III, 371.

Francesco I, re di Francia. Succede a Luigi XII, III, 10. Suoi disegni e alleanze, suo esercito e sue imprese in Italia, ivi e seg. Suo trattato con Leone X in Bologna, 15 e seg. Gara tra esso e Carlo V per la successione all'Impero, 24. Il Papa vuol fermare con lui un accordo, che non riesce, ivi. Condizione del suo esercito paragonato a quello di Carlo V, 27. Torna in Italia, 297. È sconfitto alla battaglia di Pavia, e vi riman prigioniero, 298, 299; di una sua lettera alla madre, 299. Chiede di abboccarsi con Carlo V, 304. Delle voci d'accordo tra Francia e Spagna, per la sua liberazione, 335 e seg. Ricordato in una lettera del M. al Guicciardini, 338. Sua lega col Papa e con altri stati italiani, 341. Lettere di Roberto Acciaiuoli oratore presso di lui, 445 e seg. Si accenna a pratiche di pace tra lui, i suoi collegati e Carlo V, 463 e seg.

Francesi. Della loro venuta in Italia con Carlo VIII, I, 239 e seg. Come attenuti da essi i patti giurati ai Fiorentini da Carlo VIII, 257; e da Luigi XII, 337, 339, 340 e seg. Accenni alle guerre tra essi e gli Spagnuoli nel napoletano, 257, 258, 361, 363, 432, 437, 438, 464, 466, 495. Passaggio di un loro esercito per la Toscana, 361. Loro aiuti ai Fiorentini, 370, 371, 565, 566. Ve ne sono nell'esercito dell'Imperatore all'assedio di Padova, II, 113. Loro imprese contro Giulio II e la Lega Santa, 141 e seg. Vincono alla battaglia di Ravenna, 160 e seg.; poi inseguiti si ritirano, 163. Ricordati dal M. nel Principe, 379, 381, 610. Battuti dagli Svizzeri, poi dalle genti del Re d'Inghilterra e dell'Imperatore, III, 9. Vincono alla battaglia di Marignano, 12. Condizioni del loro esercito in confronto di quello di Carlo V, 27. Ricordati dal M. nell'Arte della guerra, 97, 109. Ancora della guerra tra essi e gli Spagnuoli, 297; dai quali sono disfatti alla battaglia di Pavia, 298. Delle pratiche di una lega tra essi e l'Italia contro Carlo V, 301 e seg. Non danno aiuti che di parole, 309, 311; e come li giudichi il Guicciardini, 321. Si esamina un passo della Storia del Guicciardini relativo a un assalto da essi dato a Reggio d'Emilia, 486.

Francia. Si accenna alle sue condizioni innanzi alla venuta di Carlo VIII in Italia, I, 240-41. Ricordata, 502. Dei Ritratti delle cose di quel paese, del M., II, 86 e seg. Ricordata dal M. nei Discorsi, 306, 316, 318, 321, 329; e nelle Considerazioni del Guicciardini su di essi, 359, 360; e nel Principe del M., 383, 399, 400, 404, 601, 602, 603, 608; e nell'Arte della guerra, III, 91, 92.

Franck A. Suo giudizio intorno al M., II, 452.

Franco Matteo, I, 219.

Fregoso Ottaviano. Ricordato dal M. nei suoi Discorsi, II, 322; e in una lettera di Pier Soderini, 528. Doge di Genova, s'accorda di nascosto colla Francia contro Leone X, III, 12.

Frundsberg, capitano di Lanzichenecchi nell'esercito di Carlo V. Sua eroica condotta alla battaglia di Pavia, III, 299. Vuol andare a Roma contro Clemente VII, 342. È nel bresciano, 348. Della sua morte, 352.

Fulvio Andrea, antiquario, III, 35.