G

Gabrielli Pietro, I, 605.

Gaddi (Banco dei). Debito lasciato con essi da Leone X, III, 36.

Gaddi (Monsignor). Gli è dedicata un'edizione del Principe del M., II, 419, 420.

Gambacorti Piero, I, 545. Del processo fattogli in Firenze, 333.

Gargani Gargano. Sua edizione della Novella di Belfagor del M., ricordata, III, 198.

Garigliano (Rotta del), I, 464.

Gaspary A. Suo articolo sugli ultimi critici del M., II, 487. Crede all'autenticità del Dialogo sulla lingua del M., III, 184, 188.

Gaza Teodoro, I, 125, 167.

Gelli Giovan Battista. Della sua commedia La Sporta, composta su abbozzi e frammenti del M., III, 171; e della imitazione del M., in altre sue Commedie, ivi, 172.

Gemme (Dschem), fratello di Baiazet sultano di Costantinopoli. Sua venuta e dimora in Roma, I, 71, 72, 239. Di un'anticipazione di denari chiesta da Alessandro VI al Sultano per la sua custodia, 250. Accompagna Carlo VIII nel suo viaggio a Napoli, dove muore, 254; e delle cagioni della sua morte, ivi.

Genova, I, 634. Aiuta i Pisani nella guerra contro Firenze, II, 95. Ricordata nei Discorsi del M., 316, 322. «Sospesa e sollevata» dopo la morte di Gianluigi del Fiesco, 528. Giulio II vuol farla ribellare al Re di Francia, 125, 530, 533 e seg. Viaggio fattovi dal M., III, 43, 401. Accenni all'impresa disegnata contro di essa dalla lega contro Carlo V, 450, 465, 471, 473.

Gentile Alberigo. Scrive favorevolmente del M., II, 447.

Gentile Giovanni. Sua opera Delle commedie di A. Grazzini detto il Lasca, cit., III, 167.

Gentillet Innocenzo. Di un suo libro contro il M., II, 430.

Gerber Adolph. Sua opera sul M., ricordata o citata, III, v, 416.

Germania. Vi trovano gran favore le dottrine professate dal Ficino e dai platonici di Firenze, I, 182. Ricordata, 502; II, 236; III, 481. Degli scritti del M. intorno ad essa, II, 76 e seg. Ricordata dal M. nei suoi Discorsi, 306; e nel Principe, 404, 616. Vi si comincia a studiare e ammirare il M., 451. Ricordata dal M. nel suo Asino d'oro, III, 174.

Gervinus. Suoi studi sugli storici fiorentini, citati a proposito della questione se il M. sapesse di greco, I, 303; e a proposito dei suoi Ritratti delle cose d'Alemagna e di Francia, II, 77, 81. Del suo saggio sul M., 469 e seg.; III, 207. Come parli delle Storie del Cavalcanti per il confronto fattone con quelle del M., 255.

Gesuiti, II, 341. Guerra da essi fatta alle Opere del M., 423 e seg.

Gherardi Francesco. Commissario in campo contro Pisa, I, 546.

Ghinucci Girolamo. Lettera di Clemente VII a lui, ricordata, III, 301.

Giacomini Tebalducci Antonio. Commissario in Valdichiana, I, 367. Vi si porta animosamente, 370. Lettere dei Dieci a lui, ivi, 564 e seg. Uno dei commissari di guerra nel campo contro Pisa, 430. Lettere dei Dieci a lui e al suo collega, 596, 599. Richiamato, 432. È di nuovo commissario contro Pisa, 468. Combatte il tentativo di deviare l'Arno presso quella città, 469; e lettera dei Dieci a lui, relativa alla detta impresa, 609. Chiede e ottiene licenza di tornarsene a Firenze, 470. Richiamato in ufficio, 490. Deciso di venire a giornata coll'Alviano, e relativa lettera dei Dieci a lui, 491, 624. Rompe l'Alviano, e relativa sua lettera ai Dieci, 491-92, 626. Ingiustamente incolpato di un assalto dato a Pisa, rinunzia l'ufficio, 494. Ingratitudine della Repubblica verso di lui; encomiato dal M. e da Iacopo Nardi, ivi, II, 105. Ricordato a proposito di Michele da Coriglia eletto comandante della milizia fiorentina, I, 511. Ricordato in una lettera di don Michele da Coriglia, II, 514. Suo ritratto scritto dal M., ricordato, III, 288.

Giacomino (di) Lorenzo, I, 578.

Giampieri Innocenzio. Primo a smentire quanto fu ingiustamente scritto contro la moglie del M., I, 388; III, 197.

Gianfigliazzi, famiglia. In una loro villa a Marignolle alloggia Leone X, III, 15.

Gianfigliazzi Iacopo, II, 561, 564, 569.

Gianni Astorre, III, 260.

Giannotti Donato. Sue teorie politiche, II, 256. Ricordato, 324; III, 57. Postilla un esemplare delle Storie di Flavio Biondo, 221. Si accenna alla sua elezione in segretario dei Dieci, 364, 366; e documenti relativi a detta elezione, e al suo salario, 476, 477.

Giberti Giovan Matteo. Uno dei consiglieri di Clemente VII, III, 295. Come si adopri per una lega italiana con la Francia contro l'Imperatore, 301. Sua lettera a Lodovico Canossa, inviato di Francia a Venezia, ricordata, 302. Sunto d'altra sua lettera a Domenico Sauli, 310. Lettere di Francesco Guicciardini, luogotenente del Papa, a lui, ricordate, 343; e lettere di Roberto Acciaiuoli oratore in Francia, 454, 455, 466, 469.

Giliberto (don) spagnuolo, conestabile al servizio dei Fiorentini, II, 506.

Ginguené. Ricordato tra i critici del M., II, 456.

Gioda Carlo. Del suo libro Machiavelli e le sue opere, II, 271, 272, 495.

Giordano Bernardino, III, 333.

Giorgi Marino, ambasciatore veneto a Roma. Come parli di Leon X, in una sua Relazione, III, 2, 4, 31. Suo giudizio di Lorenzo de' Medici nipote del Papa, 5; e del cardinal Giulio, ivi. Gli è data dal Papa la falsa nuova della disfatta dei Veneziani e Francesi a Marignano, 14; ed egli dà al Papa la nuova vera della loro vittoria, ivi.

Giovanna II, regina di Napoli, III, 88, 219.

Giovanni da Parigi, II, 236.

Giovio Paolo. Suo elogio del M. cit., I, 301, 302; III, 148. Sparla della morte del M., ed è confutato da Giuliano de' Ricci, III, 366 e seg. Le sue Storie sono una delle fonti del Guicciardini, 492. Sue Storie di nuovo ricordate, III, 496.

Girolami Giovanni, II, 128, 558-59.

Girolami Raffaello, ambasciatore eletto a Roma, I, 608. Sua ambasceria in Spagna, ricordata; e dell'Istruzione fattagli in tale occasione dal M., II, 74. Uno dei cinque Procuratori delle mura di Firenze, III, 435.

Giulio II. — Ved. Della Rovere Giuliano, cardinale. — Sua elezione, suo carattere, suoi propositi, I, 446, 451 e seg. Legazione del M. a lui, 449 e seg. Sua condotta col Valentino, 454, 455, 456, 458. Dichiara volersi opporre alle conquiste dei Veneziani in Romagna, 458. Accenni alle sue imprese di Perugia e di Bologna, 495 e seg., 634, 636; e accenno alla resa di Perugia nei Discorsi del M., II, 309. Torna in trionfo a Roma, I, 501. Da lui e non da Leone X è da intitolarsi il suo secolo, II, 1 e seg. Che cosa pensi e faccia mentre l'Imperatore sta per passare in Italia, 57 e seg. Conclude la lega di Cambray, 93, 107. Pubblica una bolla di scomunica contro i Veneziani, 108. Riavute le terre di Romagna si rivolge contro i Francesi, 111, 124; assolvendo i Veneziani, 124. Guerra tra esso e i Francesi, ivi e seg., 141 e seg., 530, 534. Ricordato, 533. Fugge a Ravenna, 143-44. I Bolognesi atterrano la sua statua, opera di Michelangelo, ivi. Voci circa alle sue relazioni col cardinale Francesco Alidosi, ivi. Concilio di Pisa indetto contro di lui, 146 e seg.; e sua relativa lettera ai Fiorentini, 546. Nomina alcuni cardinali, 147. Intima un Concilio in Laterano, ivi. Si ammala ed è creduto morto, 148. Interdice Pisa e Firenze, 148. Conclude una lega con Venezia e la Spagna contro la Francia, ivi. Sospende l'interdetto lanciato contro i Fiorentini, 153-54. Si scoraggia dopo la battaglia di Ravenna vinta dai Francesi, poi riprende animo, 163. Ricupera Bologna ed altre città e terre dalle mani dei Francesi, 164. Lettera del cardinale Giovanni de' Medici a lui, 173, 548. Fa lega coll'Imperatore, 192. Muore, ivi. Ricordato dal M. nel Principe, 610, 618, 619; e in una lettera del M. al Vettori, III, 415, 420. Spesa della sua mensa, III, 31. Ricordato, 34, 36, 301.

Giunti. Stampano opere del M., II, 414, 419; III, 197.

Giustinian Antonio, oratore veneto a Roma. Suoi Dispacci ricordati. I, XXII, 381, 382; III, 496. Paragone tra esso e il M., I, 411-12. Sunto di alcuni suoi dispacci, ivi e seg., 433 e seg., 439 e seg. Scruta l'animo di Giulio II «circa l'avanzarsi dei Veneziani» in Romagna, 451-52. Un'osservazione generale intorno ai suoi dispacci e a quelli degli oratori suoi contemporanei, 460. Ambasciatore all'imperatore Massimiliano, e della orazione da lui preparata per tale occasione, II, 110; tradotta poi dal Guicciardini nella sua Storia, ivi; III, 493.

Gonzaga, signori di Mantova, nel secolo XV, I, 161.

Gonzaga Giovanfrancesco, marchese di Mantova, I, 161. I Fiorentini cercano di assoldarlo, 485.

Gonzaga Isabella. Sue lettere al marito, ricordate, I, 380, 382. Sua lettera al Valentino dopo il fatto di Sinigaglia, ricordata, 408.

Graf Arturo. Suo scritto sulla Mandragola del M., ricordato, III, 146.

Gravina (Duca di) degli Orsini. Entra in una lega contro il Valentino, I, 384. Imprigionato, 406; e fatto uccidere dal Valentino, 410.

Gravina Pietro, II, 418.

Grazzini A., detto il Lasca. D'una sua farsa attribuita al M., III, 167.

Greco. Del suo insegnamento e coltura in Firenze e in Italia nel secolo XV, I, 105. Grimaldi Luciano, signore di Monaco. Il M. conclude con lui un trattato a nome della Repubblica, II, 141.

Guadagni Bernardo, III, 264, 268.

Gualterotti Francesco. Oratore a Milano; sua risposta a Lodovico il Moro, I, 336, 339. Oratore in Francia, 348, 350. Ricordato, 509. Destinato oratore al Re di Spagna, a Napoli, 632, 633.

Guarino Veronese. Gli è affidata la traduzione di Strabone, I, 125. Difende il Panormita, 155. Porta l'erudizione a Ferrara; e cenni della sua vita e delle sue opere, 160; II, 33. Sue traduzioni di un Discorso d'Isocrate, e di una delle Vite di Plutarco, ricordate, 580, 587.

Gubbio (da) fra Bozio. Sue opere contro il M., ricordate, II, 425.

Guglielmo il Conquistatore, II, 347.

Guglielmo di Nogaret, II, 236.

Guicciardini. Notizie di alcuni di quella famiglia dai Ricordi autobiografici di Francesco, II, 45 e seg. E notizie di alcuni manoscritti del loro Archivio, III, 490.

Guicciardini Bongianni. Alcune sue osservazioni sui discorsi del M., II, 588 e seg.

Guicciardini conte Francesco. Permette all'autore di esaminare i manoscritti del Guicciardini, III, 498.

Guicciardini Francesco. Esalta il Savonarola a proposito della istituzione del Consiglio Maggiore, I, 279. Elogio della sua Storia Fiorentina, I, 378. Brevi notizie di lui tratte dai suoi Ricordi autobiografici; e di nuovo della sua Storia Fiorentina, II, 45 e seg. Ambasciatore in Ispagna, 157. Attenua a vantaggio dei Medici gli orrori del sacco di Prato, 174. È sempre in Ispagna al ritorno de' Medici in Firenze, 180. Nelle sue opere politiche è definita e descritta la nuova scienza politica sorta tra il cadere del XV e il cominciare del XVI secolo, 247, 248. Esame della sua prima legazione in Ispagna, 248; e della sua Relazione di Spagna, 249. In che differisca come uomo politico dal M., 251, 259. I Medici rientrati in Firenze gli confermano la legazione in Ispagna; ed egli accetta e scrive a tutti loro, in particolare a Leone X, 252. Della sua mutabilità e dei suoi Discorsi politici, ivi e seg. Suo trattato Del Reggimento di Firenze, 258 e seg. Dei suoi Ricordi politici e civili, 264 e seg.; e quanto in essi imiti dal M., ivi. Citazione di alcuni recenti scritti intorno a lui, 268. Nuovi confronti tra lui e il M., 324; e sue Considerazioni sui Discorsi del M., 350 e seg. Suo dispregio per il popolo, 356, 358. Dell'opinione che n'ebbero, come uomo politico, il Cavour e Gino Capponi, 360-61. Ricordato a proposito del Principe, 416. Come parli di Leone X nella sua Storia, III, 9. Suo parere circa la forma del governo di Firenze, ricordato, 23. Altri suoi giudizi su Leone X, 25. Governatore di Reggio pel Papa, manda denari al Morone, 27. Altro suo giudizio su Leone X, 29. Niente debbono a Leone X le sue opere, 32. Ancora dei suoi Discorsi politici rispetto ai consigli dati ai Medici, diversi da quelli del M., 51, 61. Parla con lode dell'Ordinanza fiorentina, 59. Della sua corrispondenza col M., ambasciatore a Carpi, 125 e seg.; e testo di una sua lettera, 420. Difende Parma per la Sede pontificia, 128. Di nuovo della sua Storia Fiorentina, 204, 206, 285. Paragone tra i Discorsi messi in bocca da lui e dal M. ai personaggi delle loro Storie, 238. Lettera del M. a lui, ricordata, 266. Di alcuni suoi giudizi nella Storia Fiorentina, diversi da quelli del M., relativamente alla morte d'Iacopo Piccinino, 277, e alla battaglia della Molinella, 279. Paragone delle Storie Fiorentine del M. con la sua Storia d'Italia, 291 e seg.; e osservazioni sulla medesima a proposito della critica fattane dal prof. Ranke, 483 e seg. Suoi Ricordi autobiografici, e sua Storia d'Italia, di nuovo citati, 291, 295, 303. Suoi giudizi sul Conestabile di Borbone, 309; e su Girolamo Morone, 316, 321. Sue eminenti qualità, 319. Suo governo dell'Emilia, ricordato, 320. Sua presidenza in Romagna; estratti del suo carteggio, ivi e seg. Luogotenente generale del Papa in campo contro gl'Imperiali, 322 e seg. Lettere di Roberto Acciaiuoli oratore in Francia a lui, e lettere di lui all'Acciaiuoli ricordate, 448 e seg., 461, 466, 472. Nuovo raffronto tra lui e il M., 323. Gli è mandato il M., col disegno d'istituzione d'una milizia nazionale, 325; e che cosa egli pensi e scriva intorno a ciò, ivi, 326. Sua corrispondenza col M. tornato a Firenze, 327 e seg. Accenni al matrimonio di una sua figliuola, 327, 331, 332. Vuol far rappresentare a Faenza la Mandragola del M., 327, 331; ma tale rappresentazione non ha luogo, 334. Sua opinione circa ai possibili accordi tra il Re di Francia e l'Imperatore; e lettera del M. a lui su tal proposito, 335. Sunto di lettere del M. a lui circa le fortificazioni delle mura di Firenze, 338, 340. Seguono le notizie della sua luogotenenza in campo contro gl'Imperiali; sue lettere ricordate, e brani e sunti di esse, 343 e seg. Brani di lettere di Filippo de' Nerli a lui, 350. Conduce l'esercito della lega presso Firenze, poi riparte con esso; sunti di altre sue lettere, 356 e seg. Mediatore di un accordo fra i Medici e il popolo sollevato, 358. Chiede aiuto a Firenze per il Papa chiuso in Castel Sant'Angelo, 359; e spera di far qualcosa per liberarlo, 361. Torna in Firenze e poi va in volontario esilio, 362. Notizie e osservazioni circa le fonti della sua Storia, e i materiali da lui raccolti per essa, 488 e seg. Sua Storia fiorentina, di nuovo ricordata, 498.

Guicciardini Iacopo. Sue lettere al fratello Francesco in Spagna, ricordate, II, 159, 161, 163, 171, 172, 173, 178. Succede al fratello nel governo della Romagna, III, 322.

Guicciardini Luigi, gonfaloniere nel Tumulto de' Ciompi, III, 248.

Guicciardini Luigi. Di una lettera del M. a lui, II, 117, 119. Opinione che ad esso alluda il M. nell'Asino d'oro, III, 176. A lui indirizza il M. il suo Capitolo dell'Ambizione, 179. Uno dei cinque Procuratori delle mura di Firenze, 435. Sua narrazione del Sacco di Roma, citata, III, 486.

Guicciardini Piero, I, 589. Commissario dei Fiorentini in Mugello, 500. Ricordato, 509. Eletto oratore all'imperatore Massimiliano, si oppone all'invio di quell'ambasciata, II, 63. Inviato all'Imperatore, 114. Sua lettera al figliuolo Francesco, ricordata, 162. I suoi figliuoli vanno a trovare Giuliano de' Medici tornato in Firenze, 180. Altra sua lettera al figliuolo Francesco, ricordata, 191. Interlocutore nel dialogo del Reggimento di Firenze del Guicciardini, 259. Estratti di sue lettere fatti dal Guicciardini, ricordati, III, 488.

Guidotti A., oratore a Roma; brano di una sua lettera agli Otto di balìa, I, 246.

Guidotti Lionardo, affine del M., ricordato in lettere di Biagio Buonaccorsi a lui, I, 573, 575, 576, 577, 585, 587, 591.

Guidotti Vincenzo. Sue lettere ricordate, II, 552.

Guinigi Giovanni di Lucca, III, 407.

Guinigi Michele di Lucca. Di un suo debito con alcuni mercanti fiorentini; e ambasciata del M. a Lucca nell'interesse di detti mercanti, III, 63, 64, 407.

Gurgense (Cardinale). — Ved. Lang Matteo.