ESCURSIONE SETTIMA. IL PIZZO.
Madama Musard. — La villa il Pizzo. — G. B. Speziano la fabbrica. — I conti Muggiasca. — Il Vicerè del Regno Lombardo-Veneto. — Migliorie. — La villa Curié.
A Parigi, al Bois de Boulogne, che è il convegno delle carrozze più ricche, de’ campioni dello Sport e de’ passeggianti e che noi diremmo il corso di quella grande capitale, nazionali e stranieri ammirano e seguono sempre collo sguardo avido e maravigliati, fra gli altri, un equipaggio elegantissimo a cui sono attelate pariglie di superbi cavalli, che traggono sempre una gentile signora, che “la dev’essere ben ricca„ esclamano sempre quanti l’osservano. Le toalette di essa rispondono allo sfarzo dell’equipaggio.
— A chi appartengono equipaggio e toalette? — ognuno domanda e la curiosità è ben naturale.
— A madama Elisa Musard — vi si risponde subito da tutte parti, chè a Parigi non v’ha persona, io credo, che lo ignori.
Ed ella, madama Musard, la moglie di tale che ottenne una speciale celebrità musicale, è la proprietaria pure di questa principesca villa che, procedendo dall’albergo della Regina d’Inghilterra, che abbiamo appena lasciato, in poco volger di remi vi si presenta sulla punta sporgente nel lago e che con quella che le sta di fronte di Torno, chiude il primo bacino del lago, il quale abbiamo oramai tutto quanto percorso e visitato.
Chi la vide in passato questa magnifica villa, più non la riconoscerebbe; tanto la ricca signora la ingentilì, restaurando e riducendo a nuovo la casa e le scuderie, e vi profuse cospicue somme nell’arricchire il bel giardino a cui natura prestò i più opportuni e vaghi accidenti di terreno.
Fabbricata a mezzo circa il secolo decimosesto da Gian Battista Speziano da Cremona, senatore, e fatto altresì per tanti meriti patrizio di molte città, fra cui di quella di Como, vi apportò tutto l’amore ch’egli aveva alla scienza agricola; e compiuta la parte del fabbricato, vi avrebbe eziandio raccolto quanto di peregrine produzioni gli fosse dato, se non fosse stato da morte arrestato nella esecuzione del suo concetto. Passò di poi ai conti Muggiasca, e quel che di questa famiglia fu vescovo di Como, e di essa si piacque approfittando della pendice del monte a cui la villa s’addossa, vi ingrandì il giardino, usando anche delle mine per aprirvi sentieri e vie, onde poterlo tutto percorrere agevolmente.
Il conte Giacomo Muggiasca, nipote di lui, poichè fu morto, la villa fu acquistata dall’arciduca Ranieri, vicerè del Regno Lombardo-Veneto, finchè sopravvenute le fortune politiche e l’italiana indipendenza, che ne resero mal proprio alla famiglia sua, che si aveva alienate le simpatie del paese, il possedimento, la signora Musard la comperò.
Mai non sarà sembrato a questa signora di dovervi ritrovare tanta negligenza di coltivazione e di abitato, pensando riceverla da principesca famiglia, e certo vi dovette profondere egregie somme per ridurla alla condizione presente. Infatti, per dir del solo giardino, non vi trovò che produzioni spontanee delle nostre rive lacuali, e tolti i cinquecento cipressi, anche la selva, bella senza dubbio, non constava che di pini, di abeti, di lecci, di quercie, di faggi, di alberi, di piante insomma tutt’altro che peregrine.
Ora, mercè del signor Villoresi, che vi è preposto a cura, migliorò, anche da questo lato d’assai e d’assai la villa. Piante esotiche, arbusti rari, fiori ed erbe vaghissime e forestiere vi introdusse e coltivò, con quell’amore e dottrina che si può dire tradizionale nella sua famiglia. Tuttavia la villa del Pizzo, per essere di quella rinomanza e valore a cui ha diritto di aspirare, non ha d’altro bisogno che di essere arricchita nel palazzo, già sontuosamente addobbato, d’oggetti d’arte insigni, ciò cui del resto la ricchezza sfondolata della signora del luogo può facilmente provvedere; ella che d’altronde con intelligente generosità s’acquistò già tanti titoli alla benemerenza di queste terre circostanti.
Confina colla villa del Pizzo quella modernissima, dell’inglese Curié, il quale la nicchiò nella specie di seno che forma la punta che si protende nel lago. Con enorme spesa rivestì la nuda roccia e la rese tutta quanta verdeggiante per belle e preziose piante, e intorno alla ricchissima casa seppe praticarvi un bel giardino ed un elegante parco.
Quivi colla intelligente opera di Gioachimo Curti, che fu padre della poetessa Adele, già per me ricordata in una precedente escursione, adunò preziosità artistiche; ma resosi defunto chi s’era di questo luogo così compiaciuto da erogarvi tanto denaro nel fabbricarsi la villa, e passata questa al figlio che milita allo straniero, è appena se egli la visiti qualche giorno entro l’anno; e però chi va a vederla non vi rinviene quel non so che di indefinito che rivela la vita e la presenza del nume famigliare.
Cascata di Moltrasio.