VIII.
In questi ultimi anni, nel fianco destro del giardino della Villa d’Este, il baron Ciani eresse un magnifico albergo, che dal personaggio che que’ luoghi abitò, assunse il nome di Regina d’Inghilterra, e vi è condotto con tutte quelle commodità onde van lodati gli alberghi della Svizzera. Magnifiche piante formano avanti ad esso una specie di grato e fresco luogo di passeggio e lettura.
Vi si aggiunse uno stabilimento idroterapico, fornito di doccie a soffioni, al quale poteva giovare e l’acqua del torrente Garrovo, che dava prima il nome al luogo, e quella leggiermente magnesiaca, che sul colle sovrastante ha la sua sorgente e si denomina della Coletta; ma forse più che a cura di malattia, vi traggono numerosi gli stranieri a ricercarvi soggiorno ameno e tranquillo.
La facilità di recarsi a Como, a cui muove più volte al giorno un omnibus; quella di aversi pure più volte al giorno corrispondenze e giornali; la strada Regina, abbastanza valevole a percorrerla in carrozza; l’agio di passeggiate montane e di gite sul lago; la non ampiezza del bacino, che permette di solcarlo e traversarlo in pochi minuti, senza tema di pericoli, rendono quest’albergo assai frequentato. Difeso dai venti troppo impetuosi dal promontorio di Pizzo che gli sta a fianco, anche a chi meglio si piace di solitudine e silenzio è conveniente asilo; ed io più d’una volta vi cercai riposo e quiete dalle tumultuose cure dell’avvocare e dai cittadini rumori.