SCENA III.

Faonte, Epafrodito, Atte, Nerone

NERONE (correndo verso il liberto)

O amico mio, puoi darmi
O vita o morte: parla.

FAONTE

Oh, non avessi
La lingua!

ATTE

Ebbene?

FAONTE

Roma confermava
L’eletto imperatore.

NERONE

Ed il Senato?

FAONTE

Ti giudicò nemico della patria,
E rinnovò contro di te la legge
De’ nostri antichi.

NERONE

E qual pena è prescritta
Da questa legge?

ATTE

Non lo chieder...

NERONE (a Faonte)

Bada
Di non celarmi sillaba!

FAONTE

Prescrive
Che il reo s’appenda nudo e si percota
Fino alla morte con le verghe.

NERONE (con un moto di ribrezzo)

I nostri
Antichi erano barbari...—E quel Rufo
Io lo chiamava buono!... Ahi traditrice
Onestà della faccia!—E non son paghi
Se non mi vedon morto i furibondi!
E non potevan relegarmi in Grecia
Od in altra provincia? In ogni loco
Vi son teatri e circhi...—E voi che fate
Istupiditi intorno a me? Vi dico
Ch’io vivo turpemente e ch’ho bisogno
Di morire... Intendeste? preparatemi
Il rogo.

ATTE

Or sì posso ammirarti, e parli
Come conviene ad un romano. L’opra
Sia luminosa come la parola;
Sorridi altero, come fan gli eroi,
Al fato—e muori.

NERONE (guardando Atte)

Muori!—Ecco un consiglio
Che si dà facilmente, ma l’esempio
Avrebbe più efficacia...—E alcun di voi,
O vigliacchi, per darmi un po’ di core
Non sa ferire il suo?

ATTE (corre a prendere uno de’ pugnali e se lo immerge nel petto)

Mi guarda, e impara
Dunque...

NERONE

Che ài fatto?...

ATTE

Ripiglia il pugnale:
Posso dirti per prova, o mio Nerone,
Che non duole...

NERONE (piglia il pugnale, e poi si curva sul corpo di Atte osservando se fa ancora qualche movimento)

È già spenta.—Ed è poi vero
Che la morte non duole?—Ad ogni modo
Sarà dolore breve.

(Tocca ancora il cadavere e poi si rialza)

EPAFRODITO (venendo dall’uscio)

A questa volta
Corrono legionari.

NERONE (tendendo l’orecchio)

Odo il galoppo
De’ lor cavalli.

FAONTE

A te provvedi: vuoi
Cader vivo in poter de’ tuoi nemici?

NERONE

Oh mai!...—Faonte, aiutami... non oso...

EPAFRODITO

I soldati s’appressano...

NERONE (si pone il pugnale alla gola e rimane incerto. Allora Faonte afferra la mano di Nerone insieme all’elsa del pugnale e lo aiuta a ferirsi)

Che grande
Artefice perisce!... ahi!...