SCENA IX.

Menecrate, Atte, Nerone

MENECRATE (entra e va verso Nerone)

Ò provveduto.
Feci condurre una lettiga.

NERONE (abbandonandosi su lui)

O dolce
Menecrate, sostieni col tuo braccio
L’imperatore... Uccider me!... chi mai
L’oserebbe?

MENECRATE (sostenendolo)

Fu sempre un’ardua cosa
L’andar diritto e solo quando s’esce
D’una taverna.

ATTE

E l’àn chiamato un Dio!

MENECRATE (con un sogghigno, volgendosi ad Atte)

In altri tempi... adesso è men che un uomo.—

(Escono dalla taverna)

Fine dell’atto secondo