SCENA VIII.
Egloge, Atte, Nerone
ATTE (rimasta silenziosa, s’avanza verso Nerone)
Fanciullo!
NERONE (volgendosi)
Ancor stai qui?
ATTE
Leggerò io
Quelle lettere.
NERONE
Leggi se ti piace.
ATTE (dopo averne letto una)
Giulio Vindice è morto.
NERONE
Me ne duole:
S’egli tornava in Roma, avrebbe inteso
Una più egregia morte.—E poi?
ATTE (dopo aver letto l’altra)
Fanciullo,
Ti risveglia: l’esercito di Spagna
À salutato Galba imperatore!
(Gitta la lettera ed esce)
NERONE
Che dicesti?... Ella sparve...—E sarà vero?
(Va per raccogliere la seconda lettera)
Imperatore Galba!... E cosa importa
Di tutto questo?—
(Corre verso Egloge e s’abbandona fra le sue braccia)
Amiamoci, o mia bella,
Finchè le nostre vene abbrucia il sangue
Di giovinezza.—Galba è ancor lontano!
Fine dell’atto terzo