Parte quarta

I

La guerra dei mondi

Egr. Signor Boris Connell Direttore del News Chicago Caro Boris, ti ringrazio per il telegramma di fuoco ma forse la tua ben nota intuizione è stata appannata dai quintali di assurdità che i miei colleghi «giornalisti» inviano da Wrightsville. Io credo che Jim Haight sia innocente, e ho intenzione di continuare a sostenerlo finché avrò una rubrica. Forse sarò ingenua, ma sono convinta che un uomo è innocente finché non è stato dimostrato che è colpevole. Jim Haight è stato condannato a morte da tutte le signore della buona società e da tutti i segugi mandati qui dai direttori di giornali perché preparassero un piattino prelibato per il gusto morboso degli americani. Qualcuno deve pur avere dei principi. Per cui mi sono scelta, da sola, con la plurarità dei voti. L’atmosfera a Wrightsville è lugubre. Si parla solo di questo caso. Sarà molto divertente vedere come faranno a formare una giuria ‘obiettiva’. Per apprezzare meglio ciò che sta succedendo, devi renderti conto che soltanto due mesi fa John e Hermione Wright erano i numi tutelari di questa comunità. Oggi, assieme alle loro belle figlie, sono «intoccabili» e tutti sono pronti a lanciare la prima pietra. Un gruppo di exammiratori ed ex-amici della famiglia Wright aspettano soltanto il momento di stoccare l’ultima pugnalata. Mi danno il vomito, e tu sai che non è la prima volta che mi trovo davanti alla malvagità e alla cattiveria umana. È una guerra tra due mondi. Il piccolo mondo per bene è surclassato per numero e armamenti: l’unica arma che gli è rimasta è il coraggio e il morale. Ai Wright sono rimasti soltanto pochi amici: il giudice Eli Martin, il dottor Milo Willoughby, uno scrittore loro ospite di nome Ellery Smith (tu l’hai mai sentito? Io no!) Stanno combattendo insieme la loro guerra di propaganda. I Wright sono… divini nella loro solidarietà! Persino Lola Wright, che è stata in rotta con la famiglia per anni, è tornata a casa; combattono uniti non solo per il marito di Nora ma anche per il bambino che nascerà. Nonostante le sbrodolate che ogni giorno scrivo per il mio pubblico, credo fermamente in alcune convenienze sociali e sono convinta che la volgarità potrà far sentire la sua potente voce! Lascia che ti dica una cosa. Oggi sono stata a trovare Jim in cella e gli ho detto: «Jim, lo sa che sua moglie aspetta un bambino?» Era seduto sulla brandina e ha reagito come se lo avessi pestato a sangue. Ancora non sono riuscita a vedere Nora, sto aspettando il permesso del dottore. Cioè non la vedo da quando Jim è stato arrestato. Nora ha avuto un collasso e non può vedere nessuno, a parte i familiari. Come ti sentiresti tu nei suoi panni? E se lei difende Jim — l’uomo che si ritiene abbia cercato di ucciderla — allora veramente c’è qualcosa per cui combattere! So che sto sprecando tempo e carta, Boris, dal momento che il tuo sangue è composto di nove parti di wisky e di una parte di soda, per cui questa è l’ultima volta che tento di darti una «spiegazione». Da questo momento in poi, se vuoi essere informato di quello che succede a Wrightsville leggi i miei articoli. E se ti arrabbi e rompi il mio contratto prima che tutto sia finito, farò causa al giornale e continuerò a far causa finché avrò forza e vita. Ciao, Roberta Roberts

Roberta Roberts non era al corrente dei fatti.

Due giorni dopo l’arresto di Jim, Hermione Wright convocò un consiglio di guerra. Era domenica e la famiglia era appena tornata dalla chiesa. Hermy aveva insistito perché tutta la famiglia andasse alla messa.

«Il problema è» disse Hermione «cosa fare?»

«E cosa possiamo fare, mamma?» Patricia aveva un tono molto sconsolato.

«Milo» prosegui Hermy rivolgendosi al dottore «voglio la verità. Come sta Nora?»

«È malata, Hermy, molto malata.»

«Non mi basta, Milo! Malata fino a che punto?»

«Difficile da stabilire. È molto nervosa, eccitata, tesa. Naturalmente lo stato di gravidanza non l’aiuta. L’arresto di Jim, il pensiero del processo… bisogna tenerla calma. E le medicine da sole non bastano. Ma se il suo sistema nervoso può essere portato a un normale…»

«Allora non c’è problema su quello che dobbiamo fare» lo interruppe Hermione.

«Quando vedo Nora così sciupata…» disse John disperato «È ritornata quella di prima. Come facciamo…»

«C’è solo un sistema, John. Sostenere Jim e lottare per lui.»

«Dopo che ha rovinato la vita di nostra figlia? La nostra sfortuna è cominciata il giorno in cui lui ha messo piede a Wrightsville!»

«John!» La voce di Hermy aveva toni d’acciaio. «Nora vuole così e, per il suo bene, lo avrà. Quindi così deve essere!»

«Va bene.»

«Un’altra cosa, John. Nora non deve sapere!»

«Non deve sapere cosa?» domandò Pat.

«Che noi non ne siamo convinti. Oh, Dio mio! Se Nora non fosse sua moglie…!»

«Hermione, allora lei pensa che Jim sia colpevole?» chiese il dottore.

«Pensare! Se solo avessi saputo prima di quelle tre orribili lettere, quel libro di medicina… Certo che penso che sia colpevole!»

«Brutto bastardo! Bisognerebbe sparargli, come a un cane rognoso!» borbottò John.

Lola fumava in silenzio. «Forse sono pazza» disse «Ma a me dispiace per quel poveretto e di solito non sento molta simpatia per gli assassini.»

«Eli, la sua opinione?» domandò Hermy.

Il viso sonnolento del giudice aveva un’espressione grave.

«Non so che prove porterà il giovane Bradford. È un caso circonstanziale. Ma d’altro canto non c’è un solo fatto che io conosca che possa gettare un ombra di dubbio sulle circostanze. Prevedo che si preparano brutti momenti per Jim.»

«Ci sono volute generazioni per costruire il nome dei Wright» borbottò ancora John «e basta un giorno per distruggerlo!»

«È già stato fatto abbastanza danno» sospirò Pat. «Se la tua stessa famiglia si mette contro di te…»

«Cosa stai dicendo?» domandò Lola.

«Zia Tabitha, Lola. Pensavo che lo sapeste. Ha chiuso casa e se ne è andata a Los Angeles a far visita alla cugina Sophia.»

«Tabitha mi fa senso!» esclamò Hermione.

«Non possiamo prendercela tanto con lei» fece John: «Sappiamo tutti quanto odia gli scandali…»

«Io so che non sarei fuggita, John! Nessuno in questa città avrà la soddisfazione di vedermi a testa bassa!»

«È quello che ho detto a Clarice» intervenne il giudice. «Clarice avrebbe voluto venire, Hermione, ma…»

«Capisco» rispose Hermione lentamente. «Che Dio la benedica, giudice, perché sta ancora con noi. E anche lei Milo e lei signor Smith, più di qualsiasi altro. Il giudice Martin e il dottore sono vecchi amici. Ma lei è praticamente un estraneo e Patricia mi ha detto della sua lealtà…»

«Anch’io volevo ringraziarla, signor Smith» disse John impacciato. «Ma credo che lei sappia come è difficile…»

Ellery si sentiva a disagio. «Per favore, faccio quello che posso.»

«Be’, ora che tutto è venuto alla luce» continuò Hermione «noi capiremo se lei anche volesse partire…»

«Temo di non potere anche se lo volessi» sorrise Ellery. «Il giudice potrà confermarvi che praticamente sono un complice…»

«Ha tenuto nascosto delle prove» intervenne il giudice. «Dakin le metterebbe i segugi alle calcagna se cercasse di svignarsela…»

«Vede, dunque che sono bloccato? Non parliamone più.»

Pat strinse la mano a Ellery.

«Quindi, se ci siamo ben capiti» disse Hermione «ci rivolgeremo al migliore avvocato dello stato perché si assuma la difesa di Jim. Dobbiamo dimostrare a Wrightsville che siamo uniti!»

«E se Jim viene dichiarato colpevole, mamma?» domandò Patricia.

«Avremo fatto del nostro meglio! A lungo andare, tale verdetto, per quanto possa sembrare orrendo, sarebbe la soluzione migliore ai nostri problemi…»

«Ma che cosa dici?» sbottò Lola. «Mamma, questo non è giusto e non è leale. Parli così perché sei convinta che Jim sia colpevole. Sei cattiva come il resto della città. La migliore soluzione!»

«Lola, ti rendi conto che se non fosse stato per l’intervento della provvidenza tua sorella sarebbe già sottoterra!»

«Per favore, non litigate!» disse Patricia.

Lola accese un’altra sigaretta.

«E se Jim dovesse venire assolto» continuò Hermione «insisterò perché Nora divorzi da lui.»

«Mamma!» Era il turno di Pat ad essere sconvolta. «Anche se una giuria dovesse dichiararlo innocente, tu continueresti a pensare che è colpevole?»

«Via, Heimy, non è giusto!» disse il giudice Martin.

«Intendo, dire che non è l’uomo adatto a Nora» insistette Hermione. «Non le ha dato altro che dispiaceri. Nora divorzierà da quell’uomo!»

Lola baciò sua madre sulle guance. Ellery sentì che Pat sospirava.

«Tu, proprio tu che insisti per il divorzio!» rise Lola. «Nel mio caso ti sei comportata in maniera molto diversa!»

«Non era la stessa cosa» disse Hermy imbarazzata. E improvvisamente Ellery Queen vide una luce, una luce molto chiara. C’era un vecchio antagonismo tra Hermione Wright e sua figlia Lola, che affondava nelle radici delle loro personalità. Pat era troppo giovane per poter essere un motivo di irritazione. Ma Nora, Nora era sempre stata la preferita, Lola si era sempre trovata, emotivamente, tra Hermione e Lola, vittima innocente di un tiro alla fune psicologico.

Hermy stava dicendo al giudice Martin: «Ci vorrà un avvocato di prim’ordine per Jim. Chi ci consiglia?»

«Posso farlo io?» domandò il giudice Martin.

John Wright era sconcertato. «Eli? Tu?»

«Ma io pensavo» protestò Pat «che lei sedesse alla sedia…»

«Prima di tutto» spiegò il giudice «questo non è possibile. Sono coinvolto. Ero presente sulla scena del delitto. È risaputo che ho legami di amicizia con la famiglia Wright. Dal punto di vista etico e legale, non posso fare il giudice in questo caso.» Scosse il capo. «Jim sarà processato davanti al giudice Newbold. Newbold è un estraneo.»

«Ma non hai discusso un caso da più di quindici anni» disse sospettoso John.

«È chiaro che se voi temete che io non sia in grado…» Sorrise alle loro proteste. «Mi ero dimenticato di dirvi che mi sono ritirato dal seggio…»

«Vecchia volpe!» sbottò il medico. «John, Eli si è ritirato dal seggio per potersi assumere la difesa di questo caso!»

«Eli, non possiamo permetterlo!» disse John.

«Assurdo!» fece il giudice. «Non lasciamoci andare ai sentimentalismi. Avrei dovuto comunque ritirarmi. Per cui se mi volete dalla vostra parte, non ne parliamo più.»

Hermy scoppiò in lacrime e corse fuori dalla stanza.