SCENA II.
MADDALENA, PETRUCCIO, MICHELE.
Michele
(di dentro) Maddalena!
Maddalena
Oh!
Michele
Apri, Maddalena, sono io.
Maddalena
(va all'uscio di scala, tira il lucchetto, ed apre.)
Michele
(entrando ansioso) È arrivato Antonio?
Maddalena
No. (Lo guarda entrare, interrogandolo con gli occhi.)
Michele
(si avanza affranto, silenzioso, e siede. — Pausa.)
Maddalena
La lettera che ricevemmo ieri, del resto, non precisava nè l'ora nè il giorno.
Michele
Nelle sue parole a me parve di capire che stesse per tornare. E poi ribatteva sul chiodo della urgente partenza per l'America.
Maddalena
E diceva giusto.
Michele
Diceva giusto, ma partire senza un poco di danaro sarebbe un'imprudenza grossa, specialmente per noi che non siamo gente fortunata. Questa è anche la sua idea. E, dunque, se parlava proprio di partenza, significa che sapeva di poter venire a una buona conclusione da un momento all'altro. Non ho voluto fartene accorgere, ma io come io lo aspettavo fin da stamane. Ci contavo, ecco. Mi sono sbagliato, e, maledetto il diavolo!, ho lasciato passare le ore senza provvedere a niente.
Maddalena
Tanto, che c'era da fare?
Michele
Avrei potuto portare qualche altra cosa all'Agenzia.
Maddalena
Ci è appena per dormire, papà Michele.
Michele
No. Ci è anche un po' di biancheria e un soprabito, che egli appunto mi consegnò affinchè, all'occorrenza, se ne cavasse qualche soldo. Ma era roba sua, intendi? M'è mancato il coraggio.... E l'ho tenuto da parte con la speranza di metterla in salvo.
Maddalena
Però, quando siete uscito, che già calava il sole, vi ho visto più nero del solito. Non ci credevate più che egli arriverebbe in giornata?
Michele
Ci credevo e non ci credevo. Mi ricordavo che nella penultima lettera mi raccomandò di non stare a guardare l'orario della ferrovia, perchè — diceva lui — «è molto probabile che se vengo col danaro in tasca dovrò immediatamente recarmi in varii posti e non mi sarà possibile di correre difilato a casa.» E io non ho guardato l'orario, e a una cert'ora mi son detto: se non giunge, come si fa? (Pausa.) Eravamo digiuni da circa quarantotto ore, e mi rodevo dentro, non per me che sono carne dura, ma per quello lì... (indicando Petruccio), per quella povera anima innocente, e per te, per te, che sei anche incinta.... Mi sono aggirato per le strade piene di folla, facendomi condurre dalle gambe, andando su e giù a caso, come un cane senza padrone. Come si fa? — ripetevo fra me: — Come si fa? Era tardi. Era notte. Le agenzie stavano chiuse. Bussare alla porta delle persone di cui eravamo già debitori non potevo. E allora.... Oh!... (Si covre il viso con la mano.)
Maddalena
Papà Michele, voi soffrite!
Michele
Avrei voluto che questa mano fosse andata in frantumi, come quella che non ho più, tra le ruote di una macchina, piuttosto che stenderla per chiedere l'elemosina; eppure... alla cantonata di un vicoletto oscuro, nascondendomi come un ladro, (animandosi nel martirio del ricordo) vergognosamente l'ho stesa!
Maddalena
(per fargli abbassare la voce) Sst!, che Petruccio non senta!
Michele
(sommessamente) E coloro che mi passavano davanti, mi prendevano per un impostore, e, guardandomi di sbieco, quasi impauriti affrettavano il passo... si allontanavano... sparivano. (Pausa.) Ho tentato non so quante volte. Sempre inutilmente. Poi, a un tratto, non ho più potuto.... E ho preso la via di casa.... Il sangue mi affluiva alla faccia. Arrossivo. Mi pareva d'aver commessa l'azione più vile che l'uomo possa commettere. E il peggio era che, dopo d'averla commessa, venivo qui senza portarvi neanche un pezzo di pane. Che sofferenze! E che avvilimento!
Maddalena
(annichilita, piegando la fronte, siede.) E tutto questo, papà Michele, per causa mia.
Michele
Ma che!
Maddalena
Se il giorno in cui andai a rifugiarmi nella casa e nel cuore di Antonio, avessi invece saputo morire insieme con mio figlio o accondiscendere a un qualunque basso mercato, quanto meno vi peserebbe, ora, la vostra miseria e come sarebbero più lievi i tormenti vostri e di quel disgraziato!
Michele
Non pensare a queste cose, Maddalena. Se egli te le leggesse negli occhi, ne impazzirebbe.
Petruccio
(quasi in dormiveglia) È venuto papà?
Maddalena
No, non ancora, Petruccio; ma il nonno dice che verrà tra breve.
Petruccio
Dov'è il nonno?
Michele
Sono qua.
Petruccio
E tu che mi hai portato?
Maddalena
(andandogli dappresso) Che poteva portarti il povero nonno? È andato a spasso che era già sera. Le botteghe non sono aperte che di giorno. Vuoi che mamma tua ti metta a letto?
Petruccio
(tuttora disteso e assonnato) E tu sarai sempre vicino a me?
Maddalena
Sempre vicino a te la mamma tua, si capisce!
Petruccio
E mi terrai le mani strette strette?
Maddalena
Sì, amore mio.
Petruccio
(supplichevole) No... restiamo qua. È meglio.
Maddalena
A dormire così, Petruccio, ti fa male.... Andiamo, amore mio.
Petruccio
No... no.... (Richiude gli occhi.)
Michele
Maddalena
Non è che non voglia; ma è debolino. Appena svegliato, si riaddormenta. Ecco, dorme un'altra volta.
Michele
Mettilo a letto piano piano.
Maddalena
Questo voglio fare. (Con mano lieve, gli sbottona un po' gli abiti, gli toglie le scarpette.)
Michele
Anch'io ho bisogno di stendermi. Sono tanto stanco! Ho addosso un sonno di piombo. (Sgranchisce il braccio, sbadigliando.)
Maddalena
Un po' di riposo vi farà bene.
Michele
E tu?
Maddalena
Per me, sarà difficile. Avessi almeno la risorsa della stanchezza! Tenterò. (Delicatamente, prende in braccio il bambino.)
Michele
(si stende sul divano.)
Petruccio
(quasi dormendo, sentendosi portar via) No... no....
Maddalena
È mamma tua, è mamma tua.... (Smorza il lume, e, con il bambino attaccato al collo, cautamente si avvia a sinistra.)
Petruccio
No... no....
Maddalena
È mamma tua, amore mio, è mamma tua.... (Esce.)