SCENA IV.

MICHELE e ANTONIO

Antonio

(si avvicina all'uscio a destra e, guardingo, lo chiude. Indi, andando verso Michele) Babbo, queste sono poco più di quarantotto mila lire. (Gliele porge.)

Michele

Perbacco! (Le mette sulla scrivania e le guarda.)

Antonio

Dici che è troppo?

Michele

Che c'entra? Io gioisco. Io sento aprirmi il cuore, ecco!

Antonio

Credevo che....

Michele

Ma non fantasticare così! Che diavolo! Mi sembri pazzo, mi sembri.

(Presso la scrivania, siedono tutti e due, l'uno di faccia all'altro.)

Antonio

Erano cinquantamila.... Io sono giunto da parecchie ore, e ho sbrigate molte faccende.... Ho pagato tutti i nostri debitucci....

Michele

Temevi che i creditori scappassero?

Antonio

E no. C'era della buona gente che in questi ultimi mesi ci ha fatto credito, e non bisognava trascurarla.

Michele

E sta bene.

Antonio

Sicchè, seicentoventi se ne sono andate. Altre quattrocento le ritengo io....

Michele

O perchè mi racconti queste cose?...

Antonio

Lasciami dire.... Altre quattrocento le ritengo io... perchè mi potranno servire. E col resto ho preso i biglietti per te, per Maddalena e per Petruccio.

Michele

Che biglietti?

Antonio

Questi. (Mettendoli insieme col danaro) Domani mattina, voi vi imbarcherete sul Washington....

Michele

Domani mattina?!... Così?! A rotta di collo?!

Antonio

E non te l'ho avvertito da un pezzo, non te l'ho anche scritto, che il giorno in cui si possedesse un po' di quattrini si partirebbe immediatamente per l'America?

Michele

Ma come! Senza neanche prender fiato?

Antonio

Che fiato vuoi prendere? Giacchè avete quanto vi occorre per poter poggiare il piede su un'altra terra, per poter esperimentare, a bene o a male, un'altra aria, un altro mondo, per poter vedere una gente diversa, con virtù e con difetti diversi dai nostri, e, forse, chi sa, meno imperfetta di noi, o magari più imperfetta, ma più giovane, più florida, più sicura, con le spalle volte al passato e gli occhi fissi all'avvenire, che scopo c'è di stare a perdere qui il tempo e la salute? Che scopo? Che ragione? Che vantaggio?

Michele

Io non so niente. Tu mi fai girare la testa. E poi, che è? Tu parli di me, parli di Maddalena, di Petruccio.... E di te, non parli! Non parli di te?

Antonio

Io non potrò venire con voi.

Michele

No?!

Antonio

.... Per ora, s'intende.

Michele

Ah, per ora?

Antonio

.... Ma io vi raggiungerò.

Michele

E non sarebbe meglio aspettarti?

Antonio

Non sarebbe meglio, perchè non so con precisione quando i miei affari mi permetteranno di partire.

Michele

Quali affari?

Antonio

Oh Dio, non posso avere ancora degli affari?

Michele

Sì, puoi averli, ma, disgraziatamente, non li hai.

Antonio

Tu t'inganni, babbo.

Michele

E allora quali sono? Si può sapere quali sono?

Antonio

(eccitandosi) Ma, santodio!, tu mi fai un interrogatorio da giudice istruttore.

Michele

E tu mi parli come ad un estraneo, ed è la prima volta che mi tratti così... e ciò mi fa male, mi fa male assai!

(Un silenzio.)

Antonio

(commosso, sollevandogli la testa, quasi carezzandolo) No, babbo, no.... Non mi son mai sentito legato a te come in questo momento, e di te non ho avuto mai tanto bisogno quanto ne avrò da questo momento in poi.

Michele

Se fosse vero!

Antonio

Vedrai che è vero, vecchio mio, e perciò tu devi farmi la grazia di riunire tutte le tue forze, tu devi ringiovanire per essere pronto al tuo nuovo esperimento.

Michele

Sta' tranquillo. Questo braccio che mi resta è robusto come dieci braccia insieme, e la mia mente di ignorante è ancora giovine come la terra non coltivata. Tu sei mio figlio, e sei anche il mio maestro. Su, insegnami quello che ho da fare. Ti prometto che sarai contento di me.

Antonio

Quello che hai da fare è difficile ed è grande. Io affido a te Petruccio e Maddalena e il bimbo che nascerà fra pochi mesi: e tu dovrai aspettare gli eventi con serenità e renderne a loro più lieve l'urto col tuo coraggio e con la tua saggezza.

Michele

(spalancando gli occhi) Antonio?!

Antonio

Sentimi bene. Con Maddalena, tu parlerai o tacerai o mentirai secondo che ti parrà più utile alla salute del suo corpo e del suo spirito il mentire, il parlare o il tacere. Tu le impedirai di lavorare se lassù, come da noi, il lavoro della donna non è circondato dalle maggiori garantie di rispetto e d'indipendenza, e glielo impedirai se le sue funzioni e la sua tenerezza di madre ne dovessero soffrire. Mi intendi? Tu cercherai, inoltre, di educare i miei figli come hai educato me, valutandone l'intelligenza e interpretandone gli istinti. Se, con me, la prova è fallita, non monta! E quando essi avranno una coscienza, quando avranno una chiara percezione della vita, tu racconterai la mia storia tutta intera e dirai loro, senza restrizioni, la verità. M'intendi tu, babbo?

Michele

(che ha udito quasi trasognato, è preso da un tremito di paura) Ma... dunque... noi ci separiamo per sempre?

Antonio

(sùbito, ma visibilmente non sincero) Per sempre, no.

Michele

E allora, perchè tutto questo?

Antonio

Perchè non c'è nulla che non possa accadere.

Michele

Non sei sicuro che ci raggiungerai tra breve?

Antonio

Tra breve, non so.

Michele

E quanto tempo ritarderai?

Antonio

Non so, non so.

Michele

Ma che cosa mi nascondi?

Antonio

Babbo, io ti ho supplicato di essere sereno e coraggioso; e se vuoi aiutarmi veramente, è indispensabile che tu non indaghi di più.

Michele

E mi raccomandi di dire la verità ai tuoi figli?

Antonio

La saprai, non dubitare.

Michele

Troppo tardi, forse.

Antonio

Sempre in tempo per loro!

Michele

Io penso a te in questo momento, io penso alla vita tua.

Antonio

(con uno scatto) L'amo anch'io la mia vita, purtroppo, e sarei desolato di rinunziare a questo beneficio immenso!

Michele

Ma tu corri qualche grave pericolo!?

Antonio

Taci per carità, che Maddalena non comprenda i tuoi dubbî.... Io non corro nessun pericolo vero.... Credimi. Quello che m'impedisce di venire con voi non è, in fondo, che un altro dovere urgente, un dovere sacro che non posso fare a meno di compiere. Io spero più che non dica. Acquiètati, babbo, acquiètati, aspetta ed abbi fede. Noi dovremo separarci questa sera stessa, fra pochi minuti, perchè mi tarda di ritornare a Napoli, e non voglio perdere il treno della mezzanotte. Custodisci questo denaro e conserva anche questa lettera indirizzata al mio amico Luciano Fiorentini (glie la dà), che è da dieci anni a New-York e che saprà mettervi a posto.

Michele

(esegue.)

Antonio

(continuando) Superfluo aggiungere che nè a te nè a me è consentito di rivelare quello che ci sta nell'animo. Dobbiamo badare sopra tutto a Maddalena. Se ella avesse dei sospetti sinistri, non partirebbe più, nè mi lascerebbe partire, e le conseguenze sarebbero disastrose per tutti. Hai capito bene?

Michele

(col capo, fa cenno di sì.)

Antonio

Sicchè, cerca tu di padroneggiarti e di stare in gambe, chè al resto ci penso io.

Michele

(alzandosi con uno sforzo, gravemente) Ti obbedisco.

Antonio

(Gli va vicino e se lo stringe fra le braccia come per ribadire il patto.) Tu mi giuri che domani mattina partirete?

Michele

(con poca voce, mettendosi la mano sul petto) Te lo giuro!

Antonio

(cambiando tono e quasi gridando, chiama:) Maddalena! Maddalena!