SCENA ULTIMA.
(La bettola si ripopola. TUTTI ritornano atterriti. Due o tre dei compagni portano ANTONIO che ha il petto sanguinante. Entrano pure viandanti, venditori ambulanti, vagabondi, il monello del mozzicone, ed entra NANNINA.)
Il delegato
Sùbito all'ospedale, per un chirurgo!
(Un Operaio e un Agente escono di corsa.)
Antonio
(sicuro di morire) È inutile.
Il Moro
(chiede affannosamente:) Un panno... un fazzoletto... qualche cosa!...
Nannina
(si toglie dal collo il fazzoletto rosso e l'offre al Moro.)
Il Moro
(si affretta a metterlo sulla ferita e, ginocchioni, ve lo terrà stretto con una mano.)
Antonio
(con voce fioca) Prego qualcuno... di scrivere... questa mia dichiarazione.
Santini
(rivolgendosi agli altri, sommessamente:) Un po' di carta....
Mangiulli
(ripetendo la richiesta) Un po' di carta....
Larossa
Santini
(la prende.)
(Il Bettoliere, in fretta, mette su una tavola un calamaio e una penna.)
Santini
Sono pronto, Antonio. (Siede presso la tavola.)
(Un gran silenzio.)
(Si ode russare lievemente Saverio Magliuolo.)
Antonio
(con accento doloroso, ma cercando di pronunziare con chiarezza le parole:) «Dichiaro... d'aver sottratto dalla cassa forte di Guido Salviati... lire cinquantamila per provvedere... alla vita della mia famiglia». (A Santini fa cenno che aspetti. Le forze gli mancano.)
Giacobelli
(ai compagni, mormora:) Muore.
(Molti, di nascosto, piangono.)
Nannina
(guardando pietosamente il moribondo, domanda piano al bettoliere:) Come si chiama?
Pasquale
(risponde pianissimo:) Antonio Altieri.
Nannina
(con le lagrime agli occhi) Poveretto!
Antonio
(continua:) «Dichiaro... di aver ripreso con questa somma... una parte di ciò che era... veramente mio....» E basta.
Santini
(gli si avvicina porgendogli la penna e mostrandogli la carta. Indi, mette la carta sul dorso della propria destra.)
Antonio
(col braccio tremante, firma, e poi, con un lieve gesto, indica il Delegato.)
Il delegato
(prende la carta e la conserva.)
Antonio
Moro, toglimi questa mano dal petto....
Il Moro
(obbedisce.)
Nannina
(lo raccoglie subito con timida tenerezza, lo bacia con devozione, e resta a contemplarlo dolcemente. I suoi sguardi, attraverso le lagrime, sono luminosi e soavi.)
Antonio
(al Moro:) Grazie!... E ti domando perdono... di averti, quel giorno, insegnato... ad essere onesto. (Spira.)
(Un fremito di desolazione.)
Martino
(guarda impaurito.)
Il delegato
Sgombrate! Sgombrate!...
(Sipario.)
Fine del dramma.
NOTA:
[1.] Il giuoco della morra è così: I due avversari stringono il pugno della mano destra, e poi, con una vibrazione del braccio, stendono quante dita vogliono e pronunziano, simultaneamente, un numero da due a dieci. Chi per caso ha indovinato la somma dei due numeri indicati dalle dita stese da ciascuno, è il vincitore.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le grafie alternative (subito/sùbito e simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.
Copertina elaborata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.