SCENA I.
(Qualche istante di vuoto e di silenzio.)
Barbarello
(entra dalla porta a sinistra con rapidità precipitosa andando verso le scale. Nella foga del correre, sulla soglia della porta in fondo, che è aperta come di consueto, scivola e casca rumorosamente.)
Don Fiorenzo
(venendo sùbito dopo di lui dalla stessa porta a sinistra e vedendolo a terra, lo sgrida:) Eh!... Per forza devi cadere!... Corri così all'impazzata!...
Barbarello
(raccogliendo una lettera che gli è scappata di mano e rialzandosi indolenzito).... Tu... tu hai detto....
Don Fiorenzo
E sempre con quel «tu hai detto...»! Che t'ho detto io?!... T'ho detto di affrettare il passo, non già di precipitarti in cotesto modo selvaggio!... Il solito eccesso di zelo!... E adesso è inutile che tu mi stia a contemplare!... Va, ragazzo mio.... Va.... In fretta, sì, ma, ti prego, senza romperti la nuca, perchè quest'altro guaio sarebbe proprio fuori programma!
Barbarello
(via, correndo, un po' meno rapidamente.)