SCENA I.

È il tramonto di un torvo giorno di dicembre. Qualche lampo illumina di tanto in tanto l'ambiente cupo. Qualche tuono, or lontanissimo, ora un po' più vicino, segue a ciascun lampo, sordamente. La fiammella della lampada innanzi allo scarabattolo diventa, nell'ombra, più vivida, e proietta sul pallore di tutto il corpo del Cristo una luce rossastra.

La porta in fondo è chiusa.

Don Fiorenzo

(solo, rannicchiato sulla poltrona, presso il tavolino, vi poggia le braccia incrociate, e sulle braccia piega il capo appesantito, nascondendo il volto, nascondendosi tutto nella sua solitudine. — A un lampo più luminoso, egli sussulta. — Solleva il capo. Si alza, e mal si regge in piedi. Si accosta allo stipetto, su cui è un lume di ottone. — Mentre è intento ad accenderlo, un rumore gli giunge dall'alto. Ristà. Guarda il soffitto mormorando:) Che fanno quassù?!... (Poi, con la mano tremula, accende il lume. Guarda di nuovo il soffitto, lungamente, e ripete:) Che fanno?!..: (Ma ecco un altro rumore, diverso. Si picchia alla porta. — Egli va per aprire. Si trattiene.) Chi è? Chi è?... Sei tu, Sebastiano?...

La voce di Barbarello

(un po' ansante e lamentosa) Io! Io!

Don Fiorenzo

(fra sè) È Barbarello. (Apre.) Credevo che saresti rimasto a dormire da tuo zio....

Barbarello

(entrando, si contorce e piagnucola.)

Don Fiorenzo

(richiudendo la porta) Che ti piglia? Che t'è successo?

(Un lampo. — Un tuono.)

Barbarello

(non risponde e continua a piagnucolare.)

Don Fiorenzo

Hai paura del temporale che si avvicina? Sarebbe la prima volta. I lampi e i tuoni non ti hanno mai dato fastidio. Fammi capire. Hai avuto qualche dispiacere? Ti è stata detta qualche brutta cosa?... Rispondi! Come va che stasera non sai rispondere?... Da un pezzo in qua, parlavi così bene.... Sapevi così bene rispondermi.... Perchè sei nervoso come una volta, stasera?

(Un rumore dall'alto. — Si direbbe il rumore di un mobile trascinato per terra.)

Barbarello

(animandosi e mugolando, volge lo sguardo al soffitto e lo indica col gesto.)

Don Fiorenzo

Ah?... Senti anche tu venire dei rumori insoliti dalla casa del signor Giulio e della signora Annita?

Barbarello

(urgentemente) Sì! Sì!

Don Fiorenzo

E perchè te ne occupi tanto?... (Torna a guardare in su, e riflette. — Pausa.) Mio fratello ti ha forse maltrattato come ieri l'altro?...

Barbarello

No.

Don Fiorenzo

Ti ha maltrattato la signora Annita?

Barbarello

(smania più dolorosamente, più angosciosamente.)

Don Fiorenzo

È per questo che ti affliggi? Di'!

Barbarello

No!... Signora Annita non ha maltrattato....

Don Fiorenzo

Ma è certo che si tratta di lei. Io lo vedo! Cerca, cerca di esprimerti. Hai ricominciato a parlare. Se tu lo vuoi, potrai dirmi tutto.

Barbarello

Signora Annita e signor Giulio....

Don Fiorenzo

Parla, dunque!... Parla!...

Barbarello

(in una vibrazione impetuosa) ... Se ne vanno!... Se ne vanno!...

Don Fiorenzo

(con un tremendo soprassalto) Se ne vanno?!... Chi te l'ha detto?... Te l'ha detto lei stessa o te l'ha detto il signor Giulio?

Barbarello

Zio Biagio.

Don Fiorenzo

... È stata ordinata a tuo zio la carrozza per la partenza?!

Barbarello

(confermando vivamente) Sì! Carrozza! Partenza!

Don Fiorenzo

(con una subitanea irruenza brutale) Tu menti! (Corre con le gambe malferme, riapre la porta e, sul pianerottolo, si mette a gridare:) Sebastiano! Sebastiano! Dove sei, Sebastiano?!... Dove sei?... Dove sei?...

La voce di Sebastiano

Vengo, Fiorenzo! Vengo!

Don Fiorenzo

(rientrando — a Barbarello) Sei un bugiardo! Sei un vero bugiardo!...