SCENA II.

Sebastiano

(giungendo) Ero su. Stavo parlando con tuo fratello e con la sua signora....

Don Fiorenzo

Stavi parlando... di che?... Della partenza?!

Sebastiano

(sorpreso) Te ne ha informato Barbarello?! Me ne compiaccio con lui. Mediante i suoi balbettamenti è riuscito a dirti una cosa per la quale è da stamane che studio senza trovare le parole adatte.

Don Fiorenzo

E fino a stamane tu lo ignoravi?

Sebastiano

(col solito sigaro acceso agitantesi all'angolo della bocca) Ignoravo soltanto che la partenza sarebbe avvenuta in questa giornata.

Don Fiorenzo

E mi avevi nascosta la loro decisione?!

Sebastiano

Essi mi avevano raccomandato di nascondertela, ed io te l'ho nascosta.

Don Fiorenzo

Sei loro amico, adesso?

Sebastiano

Sì, perdiancine! Sono loro amico da che ho saputo che se ne vanno!... D'altronde,... (serio e anche un po' imbarazzato) sapevo che questa notizia sarebbe stata per te un colpo al cuore. A che scopo anticipartela? Aggiungi poi che ho sempre sperato che la decisione della partenza svanisse: ho sempre sperato che si riconciliassero con te. In fin dei conti, che era accaduto di nuovo tra voi?!... Ma tu ti sei rinchiuso ermeticamente in casa,... non hai voluto più saperne di loro..., e non è improbabile che ciò abbia contribuito a convincerli dell'opportunità d'andare a vivere altrove. Avranno potuto magari credere... che tu stesso lo desiderassi....

(Breve pausa.)

Don Fiorenzo

(si è riseduto sulla sua poltrona, raggomitolandosi, diventando un mucchio.) Già.

Sebastiano

Intanto, per lo meno l'avevi preveduto. Non volesti, forse, apposta, che io... restassi a farti compagnia?...

Don Fiorenzo

Sì... io l'avevo preveduto..., ma non ti nego che stasera ne ho l'impressione di un fatto inaspettato e crudele. Da circa due mesi, io non li vedevo più. Ero convinto d'essermene distaccato... ed è evidente che m'ingannavo. Mi giungevano un po' le loro voci quando essi passavano per le scale o si affacciavano alla finestra.... Ne distinguevo qualche parola quando nessun altro rumore ingombrava il silenzio della campagna.... Udivo i loro passi quassù, attraverso il soffitto.... Questo essi mi davano: niente altro.... E stasera mi accorgo che di questo io vivevo.

Barbarello

(piange dirottamente, come una persona sana.)

(Un silenzio.)

Sebastiano

Tuo fratello e tua cognata desiderano di salutarti. Da stamane, come ti ho accennato, io avrei dovuto prevenirti. Pocanzi appunto, mentre mi occupavo con Biagio del loro baule e delle loro valige — che ho voluto far portare fino alla strada maestra prima che l'aria fosse troppo buia — essi mi rimproveravano giustamente l'indugio. Erano in palpiti e non sapevano come regolarsi. Io ti consiglio di vincere la commozione e di riceverli... perchè il tempo stringe.

Don Fiorenzo

Ma è proprio stasera che devono partire? A quest'ora e con questa minaccia di temporale?

Sebastiano

Il temporale pare che dia tregua.... E, del resto, la partenza è improrogabile. Giulio vuole prendere il treno delle venti da Castellammare per poi prendere comodamente quello delle ventitre da Napoli. Giungerà domani sera a Genova dove è aspettato da qualcuno che vi si reca per confermare non so quali accordi presi, e sùbito s'imbarcherà con sua moglie sul «Regina Margherita», che salpa per l'America del Sud.

Don Fiorenzo

(con un nuovo soprassalto) Torna a Buenos-Aires?!...

Sebastiano

Credo che abbia avuto laggiù una occupazione molto remunerativa. Con uno scambio di telegrammi ha definito ogni cosa in quest'ultima settimana.

Don Fiorenzo

Benissimo! (Quasi afono) Quando si è separati per mezzo del mare, non ci si incontra facilmente. È giusto che vogliano salutarmi. Falli venire.

Sebastiano

(esce.)