SCENA III.
Barbarello
(giunge affaccendato, zelante, e un po' sorridente. Nel vedere Giulio, si muta. Ha una espressione di diffidenza e di riluttanza e lo guarda in cagnesco.)
Don Fiorenzo
Hai trovata la signorina Annita?
Barbarello
(pronunziando con minore stento del solito) Sì... ho trovata.
Don Fiorenzo
E il mio biglietto?... La mia lettera?...
Barbarello
Sì.
Don Fiorenzo
L'ha letta?
Barbarello
(con un superfluo gesto esplicativo) L'ha letta.
Don Fiorenzo
E non ti ha assicurato che sarebbe venuta sùbito?
Barbarello
(avvivandosi in tutta la persona, trincia l'aria dall'alto in basso con l'indice della mano destra teso verso il pavimento).... Signorina è venuta, e sta giù.
Don Fiorenzo
Bravo Barbarello! Ti si comincia a sciogliere lo scilinguagnolo! Progredisci che è una meraviglia! Falla salire, adesso, la signorina Annita! Falla salire!
Barbarello
(con immediata obbedienza, esce frettolosamente.)
Don Fiorenzo
(a Giulio) Dunque, il tuo diavolo non è poi tanto brutto come tu lo dipingi.
Giulio
Perchè?
Don Fiorenzo
Lei non ha perduto tempo a venir qui.
Giulio
(con ironia) Gran cosa!
Don Fiorenzo
Non sarà gran cosa, ma è certo un piccolo indizio promettente.
Giulio
Oh!... Molto piccolo!
Don Fiorenzo
Sono spesso appena percettibili gl'indizii che preannunziano i fatti più importanti della nostra vita!...
Giulio
(troncando) Il che, per altro, non m'impedisce di andarmene. (Fa per allontanarsi.)
Don Fiorenzo
(afferrandolo per il braccio) Un momento almeno per salutarla. Non c'è scopo di essere un maleducato....
Giulio
Io preferisco di non incontrarmi con lei!... Non m'imporre questo incontro insopportabile!