SCENA V.

(compaiono sul pianerottolo il Dottor Finizio e Sebastiano. — Questi sta per entrare. Il medico lo trattiene. Tutti e due restano lì, nel vano della porta, togliendosi il cappello.)

(Un silenzio.)

Reginella

(con un sussulto) Signor Giulio!... Si muove!

Giulio

(animandosi) Che!?...

Annita

(ha una lieve oscillazione del capo appena percettibile.)

Reginella

Si muove! Si muove!

Giulio

Ma io non vedo!

Reginella

È certo che si muove!

Don Fiorenzo

(si leva, spettrale, ansimando, frenandosi il petto con le mani.)

(Tutte LE RAGAZZE si levano contemporaneamente e circondano Annita e Giulio.)

Barbarello

(si leva anche lui, senza lasciare il suo posto.)

Sebastiano

(resta in fondo, parlando tra sè, facendo dei gesti sgarbati per suo conto.)

Il Dottor Finizio

(si avanza insinuandosi fra le ragazze per osservare.)

Mariuccia

Apre la bocca, adesso!

Lisetta

Sembra che sorrida!

Rosaria

Vuole parlare!...

Reginella

Parlano già i suoi occhi! Sono così pieni di luce!...

Mariuccia

E come le si colora la faccia!...

Reginella

Le si colora tutta di rosa!... Diventa più bella di prima!...

Giulio

(grida come un pazzo:) Vedo anch'io! Vedo anch'io! Ella rivive! Ella mi ritorna!... Fiorenzo! Fiorenzo!... Fiorenzo!...

Le ragazze

(si voltano tutte verso Don Fiorenzo coi visi irradiati di ammirazione e di devozione.)

Don Fiorenzo

(che è rimasto in disparte) Non chiamarmi, Giulio. Sei tu che hai saputo pregare.

Reginella

Mi riconoscete, Annita? Sono Reginella. Mi riconoscete?

Il Dottor Finizio

(con bontà) No, non la interrogate, Reginella! È bene che per ora si rinunzii a farla parlare. Tanto, non può rispondere, e molto le nuocerebbe lo sforzo di tentarlo. (A Giulio, spiegando) È stato, evidentemente, un caso di catalessia transitoria, dovuto a una condizione speciale del suo sistema nervoso.

Giulio

E nessun rimedio c'è, Dottore? Nessun rimedio?

Il Dottor Finizio

Visto che va ricuperando i sensi, quale scopo avremmo di molestarla?

Giulio

Ma potrebbe verificarsi di nuovo quest'orribile fenomeno, e allora?...

Il Dottor Finizio

Non vi preoccupate. Il rimedio dell'avvenire sarà... la felicità coniugale; il rimedio di oggi sarà... un po' di riposo. E anche per questo, il medico l'affida al marito! Conducetela su con voi, ora. Tenetela nel silenzio, tenetela nella tranquillità, e vedrete che dopo il riposo ella non serberà più nemmeno una traccia del breve sonno che ha dormito.

Giulio

Ma è ancora così inerte.... Sarà difficile condurla....

Il Dottor Finizio

Sarà facilissimo... se la vostra volontà può agire su lei. È una buona occasione per sperimentare (sorridendo)... l'obbedienza di vostra moglie. (Rivolgendosi a Don Fiorenzo quasi per chiamarlo in aiuto dell'esperimento) Dico bene, Don Fiorenzo?

Don Fiorenzo

Come sempre, Dottore.

Il Dottor Finizio

In altri termini, faremo come... un piccolo tentativo di suggestione ipnotica. (A voce alta e alquanto solenne, con lo sguardo obliquo rivolto a Don Fiorenzo) Volete, signor Giulio, fermamente, che vostra moglie si lasci... condurre da voi?

Giulio

Sì.

Don Fiorenzo

(in una spontanea e impaziente concentrazione risolutiva) Deve volerlo!

Il Dottore

Ebbene, vediamo. (Solleva lievemente un gomito di Annita come per invitarla ad alzarsi.)

(Il corpo di lei non oppone nessuna resistenza. Ella si alza a guisa di un automa. Ha, tuttavia, l'aspetto della ritornante vitalità interiore.)

Giulio

(la contempla trasognato.)

(La contemplano, attonite, LE RAGAZZE.)

Il Dottor Finizio

Animo, signor Giulio! Offrite il braccio alla vostra sposa. E voi, ragazze, datele questi bei fiori; spargetene anche, se vi piace, il suo cammino...; e fate passare... fate passare....

Giulio

(le porge il braccio.)

Annita

(vi appoggia il suo.)

Alcune ragazze

(le riempiono le mani di fiori.)

Altre

(facendo largo, ne spargono per terra, verso la soglia.)

Reginella

(le bacia devotamente il velo.)

(La coppia si avvia. — Si allontana. — Le ragazze la seguono.)

Il Dottor Finizio

Caro Don Fiorenzo, io ne sono dolentissimo, ma il mio intervento ha in certo modo sminuito il miracolo. Nondimeno, per la leggenda ce ne resta abbastanza.

Don Fiorenzo

(con umiltà dolorosa) Non mi spetta il vostro sarcasmo, Dottore! Voi lo sapete che io sono il vostro migliore alleato nello sfatare la leggenda da cui sono oppresso.

Il Dottor Finizio

Ma sì. Ho scherzato. È una vecchia celia, e oggi ve ne avete a male?

Don Fiorenzo

Perdonatemi....

Il Dottor Finizio

Perdonarvi io?! Siete voi che dovete perdonare me, se ho scherzato in un cattivo momento.

Don Fiorenzo

(stringendogli affettuosamente la mano) A rivederci, Dottore.

Il Dottor Finizio

A rivederci, mio buon amico. (Uscendo) Servo vostro, signor Sebastiano.

Sebastiano

Padrone mio.