SCENA VI.
Giulio
(comparisce.)
Don Fiorenzo
(se lo stringe al petto fortemente. Poi, se ne distacca, e, avviandolo con dolce atto verso lei, dolcemente lo esorta:) Va.... Parlale tu, ora.
Annita
(sospesa nell'orgasmo strano, non piange più.)
Giulio
(attonito, dubbioso) Ma che vuol dire questo?!...
Don Fiorenzo
... Vuol dire... che ella... sarà tua moglie.
Giulio
(ha un fremito di stupefazione esultante, ma sùbito ridiventa dubbioso. Le si accosta a poco a poco. Con estrema timidità le siede accanto, e vorrebbe interrogarla:).... Annita....
Don Fiorenzo
(rimane indietro, lontano, rimpicciolendosi, contemplandoli.)
Annita
(trema e china il capo. — Di nuovo alcune lagrime le rigano il viso.)
Giulio
(le guarda, e pare che le conti. — Non può, non osa continuare.)
Don Fiorenzo
(si sottrae d'un tratto alla contemplazione. Ma ha tuttora gli occhi fissi, come gli occhi aperti di un cieco. — E, quasi come un cieco, dopo aver preso il cappello dall'attaccapanni, più lieve di un'ombra, inavvertito, per la porta in fondo, dilegua.)
(Sipario.)
ATTO QUARTO.
La medesima camera.
La porta in fondo è socchiusa. — Il balcone è spalancato.