SCENA II.
ROSA, GIUSTINO e DON PAOLO.
Don Paolo
(uscendo dal suo quartierino, con un breviario in mano, proprio mentre Giustino sta baciando Rosa, si ferma sull'alto del corridoio e, affacciato alla balaustra, sgrida:) Al solito! Al solito! Ci siamo al baciucchiamento! Ci siamo! Eccoli lì.... (Imita il rumore dei baci.)
Giustino e Rosa
(si staccano, arrossendo.)
Don Paolo
È una vera sconvenienza! Senza dire poi che è anche una grulleria! Che bisogno c'è, santa pazienza!, che bisogno c'è di stare a baciucchiarsi ora, se dovete sposarvi apposta per questo? (Scende la scaletta.) Hanno fretta, hanno!... Sconvenienti e grulli! Sì, sì, lo ripeto: sconvenienti e grulli!
Giustino
(confuso) Avete detto sempre che....
Don Paolo
Che cosa ho sempre detto, io?...
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Giustino
Che... che la minestra per averla buona a tavola si ha da saggiarla in cucina.
Don Paolo
Ma se te la mangi tutta in cucina, briccone, a tavola ci vai senza minestra e senza appetito! Hai capito? (Se li avvicina tutti e due, e, in mezzo ad essi, assume un'aria di mistero.) La notte scorsa, mi sono accorto di tutto.
Giustino e Rosa
(pudibondi) Don Paolo...
Don Paolo
Ma io domando a voi: è una cosa decente quella che fate, o è una...? (Mettendosi la mano sulla bocca) Uhm!... me ne fareste dire delle grosse. E, intanto, adesso avremo gente in casa, e, se voialtri continuerete così, sarà uno scandalo. Che si penserà di me? Bel tutore!... E che prete modello!... (Pausa. Vedendoli mortificati) Be'.... Non importa: quello ch'è fatto è fatto... Ma per evitare le tentazioni, la notte chiuderò bene a chiave la porta d'ingresso. E per l'avvenire staremo tutti quanti più attenti. Giustino, vuoi dare il buon esempio?
Giustino
Sì.
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Don Paolo
Saluta da quel bravo galantuomo che sei e piglia la via di casa. È ancora probabile che i miei ospiti arrivino stasera, e non voglio che a quest'ora ti si trovi qui. Per mio nipote non me ne preoccuperei, ma c'è qualche amico suo e c'è... quell'altra parente... con cui ho poca dimestichezza. Ho udito già da un pezzo il fischio del treno, e a venire dalla stazione non s'impiegano più di dieci minuti. Va, figliolo mio: sii ragionevole. Va a dormire.
Giustino
Obbedisco.
(Giustino gli bacia la mano. Si avvia. Poi indugia, guardando Rosa che a sua volta lo guarda. S'interrogano così, senza parlare, e sono sulle spine.)
Don Paolo
(li contempla e conclude quasi tra sè:) Ho capito. (Ride) Ah, ah, ah! (Indi a Rosa, con intenzione furbesca:) Rosa, è tutto pronto nelle camere? Biancheria, acqua, candele?
Rosa
Se volete darci un'occhiata voi stesso.... I vostri occhi vedono meglio dei miei. [pg!295]
Don Paolo
E chi ne dubita? Vado e torno sùbito. (A Giustino:) E qui non ti ci voglio ritrovare. Mi spiego? Si saluta, e si va a casa a dormire.... Siamo d'accordo?
Giustino
(col capo fa cenno di sì.)
Don Paolo
E che il Signore t'accompagni. (Esce per la prima porta a destra.)
Rosa e Giustino
(parlano frettolosamente sottovoce.)
Rosa
Stanotte, come facciamo?
Giustino
Come al solito.
Rosa
Non potrai entrare.
Giustino
Perchè?
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Rosa
Don Paolo chiude a chiave.
Giustino
Meglio! Resto qui addirittura.
Rosa
Dove?
Giustino
Mi nascondo nella tua stanza.
Rosa
E poi?
Giustino
E poi me la svigno per la tua finestra. Due uomini di altezza.
Rosa
Ma tu sei un uomo solo.
Giustino
Che fa? Di sotto ci sono anche gli alberi.
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Rosa
E se da quella parte incontri il cane?
Giustino
Il cane mi conosce e non dice niente.
Rosa
Aspetta. (Prende di su una tavola del pane, ne rompe un pezzo e glielo porge.) To', prendi.
Giustino
(prendendolo) Che è?
Rosa
È pane. Glielo dai a mangiare e abbaierà sottovoce.
Giustino
Vedremo.
Rosa
Presto, nasconditi. E non far rumore. (Lo spinge verso la propria camera, che è la seconda a sinistra.)
Giustino
(dandole un bacio in faccia) Questo è senza rumore. E tu, sbrigati. Hai capito? (Esce.)
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Rosa
(chiude subito la porta, e, accorgendosi che Don Paolo ritorna, va alla finestra, fingendo di salutare con amore) Buona notte, Giustino! Buona notte, Giustino mio bello! Pensa a me. Buona notte!
Don Paolo
Non tante smancerie dalla finestra.
Rosa
Salutavo.
Don Paolo
Era dispiacente d'andarsene?
Rosa
Eh!...
Don Paolo
Se non vi avessi lasciati ancora un momento soli, poveretto, non si sarebbe deciso ad andar via. Il... (ammiccando) bacino della staffa, non è vero?
Rosa
Già.
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Don Paolo
Te la consuma la faccia quello lì! S'ha da affrettare questo benedetto matrimonio, altrimenti.... Con la primavera c'è poco da scherzare!
Rosa
Perchè?
Don Paolo
«Perchè?» (Diventando quasi grave, accenna al cielo con gli occhi e con le mani) Perchè siamo stati fatti così!