SCENA III.
LUCIO, NORA, DON PAOLO.
Nora
(venendo fuori dalla sua camera, risolutamente) Lucio!
Lucio
Nora, che avete?
Nora
È necessario che voi abbiate il coraggio di ascoltarmi, visto che io avrò il coraggio di parlare.
Lucio
Nora! Nora! Che altro dovete dirmi di così terribile?
Nora
Che altro?... Tutto ciò che può uccidervi o può darvi la salute.
[pg!349]
Lucio
(implorante) Ma voi sentirete un po' di pietà per me. Oggi ne avete il dovere.
Nora
No. Non è questo il momento della pietà. Io debbo compiere e compierò un dovere che mi sembra superiore a tutti gli altri doveri.
Lucio
Nora! Qualche cosa di molto grave state per dirmi. Io non voglio ascoltarvi.
Nora
E voi mi ascolterete.
Lucio
Forse, più tardi, potreste pentirvene....
Nora
Non me ne pentirò mai!
Lucio
Ma voi siete sovraeccitata....
Nora
Ho la coscienza di quello che faccio.
[pg!350]
Lucio
Considerate che sono io che vi trascino a tutte le allucinazioni.
Nora
E questa volta sarò io che dalle allucinazioni vi trarrò, e per sempre!
Don Paolo
(comparisce dall'alto del corridoio, e, udendo le ultime parole di Nora, si ferma un istante.)
Lucio e Nora
(se ne avvedono. Tacciono, confusi, interdetti.)
Don Paolo
(il cappello in testa, il breviario fra le mani e con un'aria insolitamente sacerdotale, scende pian piano la scaletta. Giù, si ferma ancora per dir loro qualche cosa. Poi, non sa risolversi, e si limita a salutare.) Buongiorno, signorina.
Nora
(con voce tremula) Buongiorno.... (Pausa.) E così di buon'ora uscite, Don Paolo?
[pg!351]
Don Paolo
.... Vado a dire la messa. (E a passi lenti si allontana. Esce dal fondo.)
(Un silenzio.)
Nora
(a un tratto e con asprezza) Lucio, la confessione di questa notte non è stata completa.
Lucio
(atterrito) Nora!
Nora
Vi ho lasciato sospettare solamente del passato, e non ho voluto parlarvi del presente.
Lucio
(quasi mettendole la mano sulla bocca) Nora, tacete.
Nora
Un uomo come voi non deve essere ingannato; una donna come me non deve ingannare.
Lucio
Tacete, ve ne scongiuro....
[pg!352]
Nora
(con crudeltà recisa) Io ho un amante!
Lucio
(dà un acuto grido come chi riceve una coltellata) Ah! (E indietreggia, inorridito, con le mani sul volto.)
Nora
(animata da una energia solenne) Ora mi conoscete davvero!
Lucio
(come istupidito, guarda intorno a sè, quasi per assicurarsi che non sogni.)
Nora
La mia confessione di stanotte non è stata completa, questo è certo; ma non è stata bugiarda. (La sua voce è di nuovo umile.)
Lucio
(sommessamente, con un accento da ebete) Non mi avete detto... di... amarmi?
Nora
Ve l'ho detto. E se potessi invocare in questo momento le idee di cui vi pareva d'essere convinto [pg!353] fino a ieri l'altro, avrei l'audacia, l'onesta audacia, di asserire che, così dicendovi, stanotte non mentivo. Ma... non oso invocarle. Pur troppo, siamo stati vittime di esse tutti e due. Ho creduto d'amarvi. E, per una di quelle complicazioni della natura a cui non è possibile sottrarsi, io lo credo tuttora e forse veramente tuttora io vi amo. Ma non ho più il diritto di crederlo, e soprattutto non ho più il diritto di dirvelo.
Lucio
E lo avevate questo diritto, stanotte?
Nora
(angosciosamente) Sì....
Lucio
Quando abbiamo parlato insieme in questa stanza?
Nora
Sì.
Lucio
(sempre più sofferente) E dunque? Che mistero è questo?... (Pausa.) È già esaurito il vostro coraggio?... (Febbricitante) Ditemi chi è il vostro amante?
Nora
(tace.)
[pg!354]
Lucio
(riflettendo e acuendo il pensiero) Sino a stanotte... avevate un diritto... che adesso non avete più! Sino a stanotte!... (Trasalisce. Resta con lo sguardo fisso nel vuoto. Indi, obbedendo ad un impulso istantaneo, va verso la porta di Giovanni, chiamando forte:) Giovanni! Giovanni!
Nora
(con disperazione) No! Non lo chiamate!
Lucio
(terrorizzato) Lui!!
(Simultaneamente, Giovanni, entrando, si ferma dinanzi alla porta.)