SCENA II.
DON PAOLO, ROSA, LUCIO.
Lucio
(entrando a tempo) Il nipote vostro è qua.
Don Paolo
Oh! Bravo! Bravo! All'alba, già alzato!... Niente di più salutare, sai?
«Fiorin di primavera,
«Lévati all'alba, e fa all'amor di sera.»
(Ride) Ah! ah! ah! ah!... Come si va dunque?
[pg!342]
Lucio
Abbastanza bene, zio.
Don Paolo
Ringraziamo il cielo! E s'andrà anche meglio. Vedrai! Rosina, mi raccomando, eh! (Torna nelle sue stanze.)
Lucio
(sbadiglia, e sgranchisce le braccia) Provvedete sempre voi alle faccende di casa?
Rosa
(intenta alla bisogna) Sempre.
Lucio
E ora che vi maritate?
Rosa
Lo stesso.
Lucio
E lo sposo?
Rosa
Sarà contento.
[pg!343]
Lucio
(distrattamente) Sicchè, resterete ad abitare con Don Paolo?
Rosa
Certo.
Lucio
Chi sa che non ci resti io pure!
Rosa
Eh!... Voi, abituato a stare in città.... Che fareste, qui?
Lucio
Non so. (Sorridendo) Per esempio, il medico....
Rosa
Qui, ammalati non ce ne sono.
Lucio
Mai?
Rosa
Mai.
[pg!344]
Lucio
E che fa il medico condotto?
Rosa
Ha nove figliuoli.
Lucio
Ah! Questo fa?... È ammogliato, s'intende.
Rosa
E come!... Da noi, tutti gli uomini sono ammogliati.
Lucio
E perchè?
Rosa
Sarà l'aria.
Lucio
E le donne?
Rosa
Lo vedete?... Ci maritiamo.
[pg!345]
Lucio
A voi piace di maritarvi?
Rosa
Altro se mi piace!
Lucio
Eppure, ricordate quando io venivo da Napoli a trovare lo zio?
Rosa
(con prudenza pudica) Veramente... non ricordo....
Lucio
Che cosa credete che voglia ricordarvi? Rassicuratevi. Parlo del tempo in cui io ero ancora un fanciullone e voi eravate piccina piccina e rotonda come una palla.
Rosa
Ah! Quando io stavo con la povera mamma?
Lucio
Sì, stavate con lei. Lo zio mi ci conduceva ogni giorno, ed io, per divertirmi, vi facevo tanto arrabbiare. Qualche volta vi dicevo: «appena che diventi grande, ti compero un bel marito» e voi... [pg!346] voi scoppiavate a piangere come se avessi nominato il diavolo. E adesso invece?
Rosa
Adesso è tutt'altro! So di che si tratta. (Versando latte e caffè) Questo è per voi. (Gli porge la tazza.)
Lucio
(prendendola) Grazie. E affinchè dimentichiate le arrabbiature di allora... (beve) vi farò un bel regalo il giorno delle vostre nozze.
Rosa
E anch'io ve ne farò uno quando voi sposerete la signorina Nora.
Lucio
(turbandosi e irritandosi) Chi v'ha detto che io debba sposare la signorina Nora?
Rosa
Nessuno. Don Paolo m'ha detto che è una parente..., ma io ho capito!
Lucio
(posando la tazza sopra una tavola) Vi prego, Rosina, di non ripetere più queste sciocchezze.
[pg!347]
Rosa
(mortificata e ingenua) Che male c'è? È così bella!... (Pausa) Intanto, vado a vestirmi.... Qui è tutto pronto. Per il signor Giovanni e la signorina Nora non c'è che da riscaldare il caffè....
Lucio
Sì, sì, ci penso io.
Rosa
Non è forse bella la signorina Nora?
Lucio
(con vivace severità) Basta, Rosina!
Rosa
Non parlo più. (Si avvia, piagnucolando) Se avessi saputo di... di farvi andare in collera.
Lucio
Ma che! Non sono andato in collera.... State di buon animo....
Rosa
Se l'avessi saputo... (Piange più forte. Esce.)
[pg!348]
Lucio
(tra sè, inquieto:) M'ero svegliato così bene, e le chiacchiere di questa buona stupidina mi hanno....