SCENA V.

ANNA, D'ALMA, SALVETTI, ALBENGA, DIONIGI, RIVOLI.

(Anna resta irritata e concentrata in sè stessa, ruminando sulla sfacciataggine di Arturo. Salvetti, Dionigi, Rivoli e Albenga si scambiano occhiate eloquenti e sono d'accordo nella decisione di dover lasciare in pace la marchesa. Prendono i loro cappelli e si dispongono a salutarla.)

Anna

(di scatto) Albenga!

Albenga

Ai vostri ordini....

Anna

Non mi dovevate leggere il settimo atto della vostra commedia?

[pg!152]

Albenga

Semplicemente il quarto, marchesa.

Anna

(recisamente) Leggete!

Albenga

(guardando gli altri con un sorrisetto di orgoglio e di trionfo) Per farvi cosa grata.... (Depone il cappello, cava di tasca lo scartafaccio, lo apre, prende posto presso il tavolino su cui sono la bottiglia e il bicchiere.)

Anna

(siede, voltando la schiena ad Albenga e pensando in modo visibile a tutt'altro.)

Salvetti

(le si accosta di dietro e, serio e prudente, si accomiata) Marchesa....

Anna

E non volete sentire?

Salvetti

Vi dirò.... Io credo che stasera sia arrivato un medico meno... prodigioso di me, ma più pratico. Per esperimentare me in un'indimenticabile giornata [pg!153] di nevrosi, vi fu necessario che... un cavallo vi tirasse un calcio. Per esperimentare lui, sembra vi sia necessario... che un autore vi legga una commedia. In attesa del risultato, però, io, provvisoriamente, rassegno le mie dimissioni.

Anna

(alzando le spalle sgarbatamente) Albenga, leggete.

Salvetti

(s'inchina ed esce.)

Dionigi, D'Alma, Rivoli

(in piedi, imbarazzati, confabulano tra loro.)

Albenga

(legge, scandendo le parole come se ognuna di esse fosse una gemma dovuta alla più alta ispirazione:) «Il palcoscenico rappresenta un parco incantevole. Nella gran luce meridiana, i fiori appena sbocciati effondono una fragranza sensuale, quasi palpabile. — Si ode il ronzio di una vespa. — Poi, un lungo, un lunghissimo silenzio.»

Rivoli

(timidamente) Perdonate, marchesa, noi vorremmo profittare di questo silenzio... per salutarvi.

[pg!154]

Anna

(vedendo i tre in atteggiamento di commiato) Ah? Ve ne andate anche voi?

D'Alma

La vostra anima, Anna, stasera è altrove...

Anna

(in fretta) Be', andate a raggiungerla, e tanti saluti da parte mia! Buona sera, buona sera a tutti!

Dionigi, D'Alma, Rivoli

(s'inchinano insieme, ed escono.)

Anna

(sta tuttora con la schiena rivolta ad Albenga ed è sempre più distratta.)

Albenga

(dopo una breve aspettazione) Ci siete, marchesa?

Anna

Io ci sono... (Guardandosi intorno come se solo ora si accorgesse della partenza di tutti gli altri) ... e il bello è che non ci sono che io.

[pg!155]

Albenga

(con competenza) Le riunioni intellettuali, più sono ristrette, meglio riescono.

Anna

Questa non potrebbe essere più ristretta di così! Vi ascolto.

Albenga

(legge:) «Scena prima. Cammilla e Tulio.[3] Essi lentissimamente si avanzano e seggono presso... una fontana. Cammilla: — sollevando un poco il capo — Era dolce, ieri sera, la vostra voce grigia! — Tulio: — tendendo verso lei il braccio destro — Perchè, voi, Cammilla, voi eravate... in me!»

Anna

(seguendo il corso delle proprie idee) In fondo, è una delle solite malignità!

Albenga

Cosa!?

Anna

Quella che ha detto il dottore. «È arrivato un medico più pratico»!... Con quale diritto egli lo [pg!156] asserisce? (Alzandosi rabbiosa) Con quale diritto?... Leggete. (E passeggia bruscamente, senza ascoltare.)

Albenga

Leggo, marchesa. (Legge:) «Cammilla: Era dolce, iersera...» Ah, no!... Questo l'ho letto. (Cercando:) «Tulio... Tulio... tendendo il braccio»... eccetera... Ah, ecco! (Legge:) «Cammilla: — Sì, io ero in voi, io ero in voi, e adesso tutto mi è chiaro. — Con slancio: — Nulla di strano, o Tulio...»

Anna

E lo dico anch'io! Nulla di strano! Che c'entra la nevrosi? Arriva un amico di mio marito all'impensata. Ciò mi secca, m'irrita, mi turba!... Ma che significa tutto questo? Che significa? Che può significare? Nulla di strano! Leggete leggete... Leggete, sì o no?

Albenga

(si alza paziente) Marchesa, stasera, ve lo confesso, non sono in vena...

Anna

Ora comprendo perchè v'interrompete sempre! Potevate dirmelo prima!

Albenga

Se vi fa piacere, leggerete voi stessa! (Un breve silenzio) Me ne posso andare?

[pg!157]

Anna

Oh, altro!

Albenga

(versa l'acqua, ne beve solennemente, e saluta con dignità, lasciando lo scartafaccio sul tavolino) Marchesa...

Anna

(senza badargli, lo saluta con la mano) Arrivederci, arrivederci.

Albenga

Buona notte!! (Esce.)